Essere o non essere web social?

Michela Toffali Marketing & Public Relations Manager

A cura di Michela Toffali, prima parte: quali social?

Se il 2001 resterà sempre celebre per la famosa Odissea nello Spazio, che possiamo dire del resto degli anni Duemila ad oggi? Beh, l’Odissea in questo caso è nel mondo dei social media, non ci sono dubbi.

Perché’ – diciamo la verità – oggigiorno siamo tutti molto social: apriamo più pagine Facebook che libri. E poi twittiamo, tagghiamo, postiamo, condividiamo, linkiamo. Insomma, le nostre vite private si amplificano nel mondo 2.0 del web, e quelle lavorative le seguono a ruota.

Tutto bello, tutto moderno, tutto a costo zero (su questo punto ci sarebbe da aprire una parentesi, e la apriremo tra pochissimo).

Se parliamo di business e web social media, però, l’immagine che ci appare innanzi non è proprio quella di un matrimonio idillico tutto torte a piani e zuccherini. Diciamo che più che altro a me vengono in mente i mitici Sandra e Raimondo della celebre sit-com Casa Vianello: accoppiata incredibile e di successo, ma che fatica farla funzionare.

Perché’ la verità è che non tutti i social media hanno una vocazione business; e non tutti i business hanno una vocazione social.

Può uno studio odontoiatrico comunicare – e acquisire nuovi pazienti – attraverso i social media?

Certo che può, ma ad una condizione: se si sceglie questa strada, bisogna mettere in conto di dedicarci tempo e risorse (non necessariamente economiche. ma certamente risorse umane, che comunque hanno un costo).

Non si può essere online part-time, o meglio, si può anche farlo, ma se poi la media delle pagine Facebook è di una tristezza sconfinata e soprattutto inefficace… beh, sapete il perché’!

Se non avete il tempo, la voglia, i contenuti, abbandonate ogni mira espansionistica nello spazio 2.0 del web e restate felicemente nel mondo reale: piuttosto di una pagina tristerella, con aggiornamenti sporadici e pochi fan… meglio non avere alcun social media!

I social più adatti

Avete deciso che ci volete provare? Avete individuato qualcuno nel vostro staff che se ne può prendere cura (o un consulente esterno che lo farà per conto vostro)? Ottimo, è il momento di entrare nella scena e diventare web social.

Ma quale piattaforma utilizzare? Ecco alcuni suggerimenti base per iniziare a familiarizzare con la vostra community di pazienti online.

BLOG

Il blog è il fratello giovane e dinamico del vostro sito internet: vi permette di condividere con semplicità informazioni, novità, immagini e quant’altro senza “sconvolgere” il web istituzionale. Il blog può essere gestito direttamente da voi o dal vostro team, oppure potete ricorrere ad un aiuto esterno: l’importante è essere costanti nella pubblicazione delle notizie, che deve essere almeno a cadenza settimanale.

La domanda è: che contenuti pubblicare sul blog? Rispetto a Facebook o Twitter, il blog ha un vantaggio: potete scrivere tanto e approfondire argomenti che in un tweet non avrebbero spazio. Quindi via libera ad articoli che possano educare i pazienti, promuovere servizi che vi differenziano dai vostri competitors, dare maggiori informazioni sui specifici trattamenti oppure divulgare tematiche generali particolarmente care ai vostri pazienti (e chi meglio di voi sa cosa vorrebbero sapere).

FACEBOOK

Facebook è lo strumento ideale per condividere immagini, aggiornamenti, promozioni ed eventi. Ovviamente, quando dico Facebook non intendo che dovete utilizzare il vostro profilo personale bensì pagina business ad hoc. Non l’avete? Createla.

Ovviamente, una volta che la pagina e’ attiva, informate i vostri pazienti (basta anche un semplice cartello in studio) e chiedete loro di aiutarvi a raggiungere nuovi fan.

(Facebook, Instagram e WhatsApp fanno parte dello steso gruppo, tieni bene a mente che già oggi i primi due sono connessi).

TWITTER

Twitter è perfetto per messaggi rapidi: niente testi infiniti, pochi caratteri e si va dritti online. Un suo punto di forza è inoltre quello di poter connettervi velocemente anche con altri colleghi, fornitori o professionisti del vostro settore citandoli semplicemente nei vostri tweet con @nomeaccount. Anche l’utilizzo del #hashtag può rivelarsi interessante, ma fate attenzione prima di utilizzarli, soprattutto se si tratta di #hashtag virali (giusto per essere sicuri di conoscerne l’origine e il significato). Di solito Twitter è l’account meno formale, quello in cui si parla un po’ di tutto.

YOUTUBE

Nell’era digitale, il video è decisamente lo strumento di comunicazione per eccellenza. Youtube ne è la prova: non è solo un contenitore sconfinato di clip di vario tipo, ma è diventato un vero e proprio motore di ricerca, secondo solo a Google. Una volta aperto un canale Youtube, potete caricare video di diverse tipologie: dimostrazioni di trattamenti, testimonianze di pazienti, presentazione del team, suggerimenti e consigli. Consiglio spassionato: attenzione ai video (o alle immagini) troppo realistici… siete davvero sicuri che chi deve sottoporsi ad una terapia canalare voglia davvero conoscerne ogni doloroso dettaglio?

PINTEREST e altri social di photosharing

Su Pinterest le immagini diventano un modo per dire qualcosa di più: che si tratti di buone pratiche, di consigli Step-by-Step o di tour fotografici alla scoperta del vostro studio, ricordatevi di creare degli album tematici che seguano un fil rouge e raccontino una storia. In questo tipo di social media, come nel caso di Istagram o Flick, è necessario avere a disposizione delle foto ben fatte, di buona qualità e alta risoluzione: se non avete materiale fotografico e non siete in grado di scattare immagini degne di apparire in bella mostra sulle vostre bacheche, lasciate perdere questi canali perché’ immagini scadenti possono solo che essere che controproducenti.social

Sei pronto per essere social?

Michela ti fornirà utili informazioni nella seconda parte del post: essere social.

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Desideri una consulenza One-to-One per la gestione dei tuoi social media? Io non sono un tecnico, ma ti sarò utile nell’impostare la tua strategia web.

Gaetano