Il corso di marketing in odontoiatria

Marketing per iniziare a farlo

Ok potrebbe sembrare pro domo mea, ma non ho scritto:

Fare un corso di marketing in odontoiatria con me

Chi mi conosce sa che cerco di essere una persona seria, almeno nel lavoro, ed è in questa mia veste professionale che spiego perché, per il titolare dello studio odontoiatrico ed ancor più per il suo DOM, è utile ed interessante occuparsi anche di argomenti extra clinici, come il marketing, fare almeno un buon corso in merito ed avere delle linee guida sui concetti del marketing in odontoiatria.

Parlo di linee guida perché un corso è solo il primo passaggio propedeutico per la realizzazione di un eventuale marketing plan efficace.

In effetti io vedo come percorso ideale, per un odontoiatra, il seguente:

  1. Leggere il libro di un collega clinico

  2. Leggere il libro di un esperto di marketing, non clinico

  3. Frequentare un corso di marketing in odontoiatria

  4. Progettare/ fare progettare un piano di marketing

  5. Eseguire/ fare eseguire un piano di marketing

E' una catena che, citando il titolo del mio primo libro:

Marketing per iniziare a farlo, da neofiti ambiziosi 

conduce anche il titolare dello studio odontoiatrico a comprendere le principali leve del marketing, quelle che assicurano la miglior efficienza attrattiva dello stesso.

Leggere il libro di un collega

Leggere un manuale scritto da un collega, un clinico, è una lettura utile perché parte dalla stessa esperienza e può dare una messe di buoni, talvolta ottimi consigli operativi: come fare.

(Come organizzare le ASO o l'igiene per esempio).

Leggere il libro di un esperto

Leggere il libro di un esperto di marketing e non di un clinico è il vero passo operativo.

Un esperto che non sa niente di denti e parodonto, ma che ha ben chiaro cos'è il marketing, sia nel suo aspetto strategico, sia in quello operativo.

A questo link  trovi la bibliografia, riportata in appendice a Marketing per iniziare a farlo,  che ha permesso anche a me di scrivere e proporre marketing con il cuore sereno; di chi sa che i suoi lettori ed i suoi clienti qualcosa di buono si portano sempre a casa.

Leggere i manuali o i libri di Kotler, Godin o Ries , ma anche degli italiani Bandiera o Good, ti fa uscire dall'orticello dentale e pensare in grande, instilla idee originali e desideri di miglioramento personale, ancor prima che professionale.

Apre la mente per lasciarvi entrare pensieri freschi.

Frequentare un corso di marketing

Frequentare, o far frequentare alla DOM, uno specifico corso di marketing in odontoiatria inizia a divenire una scelta rilevante.

Ovviamente ho un ego che spintona per esprimere la convinzione che il mio corso sia il migliore, ma tu scegli chi vuoi come guida ai tuoi veri primi passi nell'essere NON SOLO DENTISTA.

(Che è anche il nome di un utile gruppo Facebook).

Scegli seguendo cuore e mente:

  • cuore per l'empatia che ti dà il docente, nei suoi scritti e nel suo approccio alla materia; 
  • mente per discernere bene quali sono gli obiettivi che ti poni e quanta competenza reale e soprattutto sul campo egli ha in merito.

Importante è condividere un concetto chiaro: non esistono 6 video che ti fanno duplicare il fatturato, né 7 passi per il successo garantito, né una finanziaria del Quatar che se gli mandi 10.000€ te ne rende 100.000 dopo sei mesi. Queste sono frottole, balle, bubbole.

Esistono solo impegno, competenza ed applicazione costante, che possono darti delle buone linee guida, per appropriarti del vocabolario marketing e per capirne le aree di intervento principali.

Esiste una segretaria che diventa manager, ovvero autonoma, per concretizzare le strategie previste.

Per cui dopo un buon corso questo è quello che hai:

  1. una collaboratrice preparata sul FARE
  2. una buona linea guida, un fil rouge che ti consente di iniziare a guardare il tuo studio, la tua professione con occhi diversi.

Che non è un “tutto qui?” bensì un

 “wow, adesso cominciamo a divertirci”.

Con la consapevolezza che il marketing non è avere delle buone idee, ma un metodo operativo che si pone obiettivi molto concreti.

Iscrivi la tua segretaria/ DOM al prossimo corso di marketing, se puoi partecipa anche tu.

Chiamami per capire qual è la strada giusta per te.

Grazie per l’attenzione e a presto sentirci o magari vederci.

Gaetano


Dentista e manager? No grazie

Cosa mi lascia perplesso

Ci sono trucchi fotografici, come quello di copertina, che possono indurre a credere che tutto sia possibile. Anzi porsi dei dubbi sembra diventato un qualcosa a connotazione negativa. Io invece amo i dubbi e trovo che esprimerli sia un modo intelligente per chiarirsi le idee ad arrivare a delle possibili soluzioni.

Personalmente credo che quella del manager sia un attività che al dentista non conviene fare, per cui il titolo è provocatorio, ma non vuole essere dogmatico. Ove ne nasca una discussione ne sarò felice. Per cui la domanda alla quale offro una mia prima meditata risposta è: un medico può anche essere un manager?

Esiste una strada da percorrere, che congiunga l'essere dentista e manager?

Premesse

Prima di tutto un chiarimento, il seguente post nasce da tre premesse:

L’odontoiatra è anche un libero professionista.

Questa considerazione, ovvia è alla base dal bel confronto che si è creato nel gruppo Facebook di Non solo dentista, in cui è stata finalmente sdoganata l’idea che un odontoiatra, essendo un clinico solo quello deve fare: curare i denti ai pazienti, senza preoccuparsi del semplice fatto che è anche un libero professionista, per cui legato agli aspetti economici della sua attività. 

Il marketing odontoiatrico non esiste.

La seconda premessa nasce dalla costatazione, stupefacente per i miei colleghi che operano in altri settori, che tra gli “esperti che fanno corsi di marketing odontoiatrico” la grande maggioranza non è composta da miei colleghi, marketing manager, bensì da laureati in odontoiatria.

Che, tranne le migliori eccezioni, spesso incorrono in un errore metodologico, parlando di un argomento che non esiste: il marketing odontoiatrico. Concetto ben diverso da quello di “marketing in odontoiatria”: sintesi della più corretta definizione “marketing applicato alle problematiche e necessità del settore odontoiatrico e non copiato pedissequamente da schemi teorici od utilizzati nel marketing dei prodotti”.

Il dentista è un clinico e un imprenditore.

La terza sorge dall'amichevole confronto con un odontoiatra che stimo e reputo sia un ottimo imprenditore, Gabriele Vassura, inventore del marchio “Dentista Manager”. A cui ho già detto pubblicamente: “Gabriele approvo buona parte di quello che esce a tua firma, ma il marchio proprio non lo condivido”. Perché se è fuori discussione che il dentista è sia un clinico sia un imprenditore, il termine manager ha un altro significato.

Come spiega Wikipedia:

“Nell'ambito dell'organizzazione aziendale, in economia aziendale un direttore d'azienda (in inglese manager) è una persona che nell'azienda o in un ente ha la responsabilità del processo di definizione e del perseguimento di determinati obiettivi, anche detto management”.

Condividendo tale definizione, fare il manager è un mestiere, con compiti molto operativi, ben diverso da quello dell’imprenditore, colui che imprende, inizia. Che è il decisore finale di Vision, Mission e conseguente strategia della sua attività.

In ogni azienda strutturata l’imprenditore è colui che decide, non colui che esegue il compito.

La mission tucentrica

Dunque l’odontoiatra è un libero professionista.

Tutto bene, giuramento di Ippocrate, etica medica, parliamo di pazienti  non di clienti e le usuali obiezioni che mi vengono poste ogni volta che parlo di marketing in odontoiatria. Le condivido tutte: considerare il paziente solo come cliente non è corretto. Non solo dal punto di vista etico, anche da quello marketing.

Gli odontoiatri che mi interpellano per consulenze lo sanno bene, spesso e volentieri propongo e realizzo per loro un pubblico e formale “Manifesto etico a tutela del paziente”.

Che poi non è altro che l’ovvia conseguenza delle Vision e Mission che ho dato al mio operare:

Insegnare e promuovere un marketing etico e TUcentrico.

Che ponga al suo centro la felicità di chi lo propone e di chi lo utilizza.

Concetto in cui credo talmente che ne ho fatto realizzare il logo a IdeaDana. marketing tucentrico

Dotarsi di manager

L’ipocrisia non abita nei miei pensieri e nemmeno in chi riconosce il suo essere un libero professionista, non trova in questo controindicazioni etiche ed il suo manifesto a tutela del paziente lo appende nella sala d’aspetto o, come preferisco definirla, nella sala d’accoglienza.

(Il marketing non  solo forma, è anche sostanza. Solo l'accettare tutto quello che consegue ad una visione di un paziente che attende, rispetto ad uno che è accolto, è già una crescita di attenzione nei confronti dei pazienti).

Non mi dilungo sull’altra premessa, il marketing applicato all’odontoiatria, perché non ha sostanziali differenze metodologiche che lo differenzino da quello dei servizi.  E comunque nessun vero esperto di marketing tratterebbe allo stesso modo un’attività per la GDO (la grande distribuzione) e quella per una piccola azienda od un professionista. L’analisi del mercato e del cliente, sempre il primo passo in ogni consulenza, lo rende ovvio.

Dunque il dentista è un clinico ed un imprenditore.

Che basta e avanza.

Oggi esiste ampia esperienza di clinici, coraggiosi precursori, che prima hanno letto buoni libri di marketing, poi frequentato corsi e percorsi di coaching personale per diventare migliori imprenditori della loro attività, per il bene loro e dei loro pazienti. E che si intendono di marketing, che deve essere, di sicuro, un argomento il cui vocabolario appartiene anche all’imprenditore.

Ed un imprenditore di successo ha perfettamente ragione nel volere condividere con amici ed interessati questo suo percorso imprenditoriale. Parlando da imprenditore a imprenditore. Alcuni di tali libri e molti post li ho anche letti e consiglio. Beretta, Massaiu, Vassura, per citare chi conosco meglio, hanno dimostrato nei fatti di essere sia bravi clinici sia bravi imprenditori, realizzando apprezzati studi di successo.

In ossequio a questa basilare regola del marketing:

la forma si sviluppa bene solo se poggia su solida sostanza.

Sono però convinto che tale auspicabile percorso culturale debba poi trovare una sua realizzazione pratica nell'organizzare, in modo strutturato, la parte extra clinica dello studio; affidandone i vari “processi operativi” a specifici responsabili. Operando quindi come leader e non come “responsabile del fare buona comunicazione”, del fare “buon marketing sul web”, del fare “buona gestione amministrativa” e così via.

Ovvero dotandosi di manager, o perlomeno di persone che hanno la formale responsabilità di un’area operativa.

Qui gli amici di Serimedical, la scuola impresa di Renzo Revello specializzata nella formazione extra clinica agli odontoiatri ed al loro team, sono molto bravi ad aiutarti nella formazione del tuo prossimo Dental Office Manager .

E' un altro mestiere fare il manager

Ovvio che tale impostazione sia di evidente vantaggio con il crescere della complessità della struttura e che il professionista con un’assistente alla poltrona ed una segretaria/receptionist/tuttofare veda un'organizzazione manageriale come un film fantascientifico.

Ebbene non lo è, organizzarsi è sempre consigliabile e conviene che le regole del management si applichino sino dall'assunzione del primo dipendente, a cui vanno fornite precise istruzioni su cosa fare e che risultati si desidera ottenere.

Il dentista non è un manager e non gli conviene diventarlo.

Il dentista non è un manager perché non ne ha le competenze tecniche e culturali, perché la laurea in medicina non le fornisce e non bastano dei corsi per diventarlo: un mestiere bisogna farlo per anni per diventare bravi e continuare a praticarlo per mantenersi tali. (Un clinico lo sa bene!).

Al dentista non conviene diventare un manager, perché già il ruolo del clinico è complesso, perché già quello dell’imprenditore è impegnativo, non vale la pena investire anni per diventare bravi nel fare marketing, nella gestione delle risorse umane o nel controllo di gestione.

Anzi è sconsigliabile sottrarre la migliore risorsa del tuo studio, te stesso, per progettare una campagna di comunicazione, una promozione per attrarre nuovi pazienti, un intervento per mantenere attivo l’albero del sito. Queste operatività manageriali conviene affidarle a singoli esperti, interni o esterni che siano.

D’altronde: chi mai degli amici imprenditori sovra citati spenderebbe il suo tempo, seppur a pagamento, per andare ad impostare un marketing plan da un collega, attuarlo, seguirlo, controllarlo? Dedicandoci giorni interi? E facendo da coach per la crescita manageriale del suo team?

Ovvero effettuare quello che è il mio vero mestiere, al di là delle conferenze e dei corsi, che servono solo a fornire delle linee guida?

È un altro mestiere, fare il manager. Serio.

I consigli infine

I miei consigli per fare bene.

Bene: essere un bravo clinico e ancor di più circondarsi di clinici capaci, anche più di te se li trovi.

Bene: essere un bravo imprenditore e avere la conoscenza, non competenza, di tutti i processi interni all’azienda, ti consente di avere una visione corretta del suo complesso e decidere al meglio.

Bene: essere persona attenta e vivace, leggere libri di colleghi odontoiatri di successo, partecipare alle loro conferenze, capire come sono diventati bravi imprenditori e imparare ad esserlo con i loro consigli.

Bene: affidarsi a dei manager bravi, quando ti servono delle linee guida sulla gestione delle risorse umane, del management, del marketing. Per riconoscere la qualità di tali manager io consiglio l'uso di tre parametri:

  1. Primo devono avere un curriculum con esperienza in azienda, sul campo non in aula.
  2. Secondo: devo avere dimostrato nel tempo la loro capacità, ottenendo risultati concreti.
  3. Terzo: ci devi parlare, capire se vi è sintonia tra voi, che è la cosa più importante.

Meno bene: ritenere che sia facile essere bravi clinici, bravi imprenditori, bravi manager, comunicatori, sportivi, amanti e anche cuochi stellari alla domenica.

Ofelè fa el to mesté

è un proverbio milanese che significa: pasticciere fai bene quello che è il tuo mestiere, che è già tanto.[

In conclusione

Io sono bravo a fare marketing e, senza presunzione, sono certamente più bravo in questo di chi non lo fa per mestiere quotidiano.

Avendo ricoperto anche ruoli di direzione generale sono in grado di dare consigli a 360° su tutte le attività aziendali.

Quando però devo impostare un controllo di gestione mi ricordo dell’ofelè e chiamo un esperto in economia di cui ho fiducia, che agisce sotto la mia responsabilità. Quando devo impostare un sito web od un immagine coordinata supervisiono e mi prendo la responsabilità del tutto, ma non mi metto direttamente a fare i marchi: chiamo IdeaDana.

Perché è meglio per me e per i miei clienti avere egli esperti capaci al loro servizio.

Non fare il dentista: non è più il tempo di curare i denti, il futuro è dell’odontoiatra, colui che ha una visione molto più olistica del suo essere medico.

Non fare il manager: forma un manager interno, se hai già una struttura che rende tale scelta redditizia, affidati a dei manager a contratto se vuoi crescere senza costi fissi, ma ti servono utili competenze.

Fai l’imprenditore: il leader per il tuo team, lo stratega con cui i consulenti esterni devono confrontarsi per l’attuazione di una strategia vincente.

Questo sono consigli professionali, sinceri e per una volta gratuiti, poi decidi tu.

Che hai questo bellissimo dovere e piacere

A presto sentirci

Gaetano