Fuori dal coro o in direzione?

Cantare fuori dal coro

Cantare fuori dal coro è una metafora che indica colui che non si accontenta di realizzare cose comuni, ma accetta il rischio di essere frainteso o non capito, pur di inserire un tocco differenziante e personale nel suo agire.

Spesso i grandi imprenditori hanno cantato fuori dal coro, innovando con creatività, uscendo dal seminato abituale, ricercando un loro “oceano blu” e ponendosi come diversi agli occhi e nella mente del consumatore.

Grandi individui con una caratteristica comune: erano i leader, ma in un’orchestra. Non agivano da soli.

Questo perché le aziende nascono spesso dal talento del singolo, ma continuano a crescere solo realizzando una autonoma struttura organizzativa, che evidenzia e potenzia l’imprenditorialità del singolo.

Con il leader che capisce e promuove la bellezza e la funzionalità di tante diverse competenze, al servizio comune dell’obiettivo da raggiungere.

Domanda: Perché poffarbacco uno studio odontoiatrico non deve utilizzare questo sistema, che funziona, per attrarre il suo paziente pagante?

Perché il dentista troppo spesso si considera un unicum, a prescindere?

Senza capire bene qual è il ruolo in cui offre il meglio?

Senza organizzare il suo studio odontoiatrico, piccolo o grande con sia, con un metodo efficiente?

Da clinico

Nessuno lo nega, il clinico è la base fondante di uno studio odontoiatrico, senza le cui abilità non esistono strategie di marketing vincente.

Lo ricordo sempre, ad ogni primo appuntamento di analisi, per la stesura di un marketing plan che eseguo presso gli studi ed i centri odontoiatrici:

Dottore le conviene fare un piano di marketing solo se la parte clinica è a posto, se no prima di tutto dobbiamo occuparci di quella.

Per renderla sostanzialmente buona.

(Tema sviluppato ampiamente nel primo articolo che ho scritto per Il Dentista Moderno)

Avere una base clinica di valore è d'altronde il presupposto di base, che la stragrande maggioranza degli odontoiatri pone al suo agire.

Nel suo interessante libro “Il Dentista di successo” il dottor Daniele Beretta cita un indagine conoscitiva in cui si chiedeva ai dentisti come reputassero il loro standard qualitativo:

Circa l’80% dichiara di sentirsi superiore alla media

Che è affermazione contro ogni logica matematica, ma ben rappresenta la corretta presunzione che deve animare ogni professionista: essere il migliore o tra di loro. (Senza però cader nell'effetto Dunning Kruger).

Questa indispensabile capacità clinica però non è più sufficiente a garantire il successo, in un mercato odierno, che chiede al professionista un’ulteriore abilità extra clinica: per gestire efficacemente anche le complicanze di uno studio mono professionale.

È complesso fare l’odontoiatra oggi, se si vuole avere successo ovviamente.

La bellezza del coro

Avere un team ben formato al tuo fianco non è questione di fortuna, né dipende dalla grandezza dello studio: è solo organizzazione funzionale.

Saper scegliere con chi lavorare, sapere gestire il proprio team oggi è fondamentale.

Non sono solo i titolari di una "clinica" ad avere l’imperativa necessità di utilizzare un metodo ed impostare un corretto modello funzionale, per gestire il team interno ed i collaboratori esterni. Ne trova beneficio ed efficienza anche la classica struttura di un odontoiatra, un'assistente ed una segretaria, tuttofare.

Che poi quasi mai è così semplice in realtà, perché anche igienista, ortodonzista etc., pure se esterni, devono essere considerati risorse da gestire con oculata sapienza.

Non farti spaventare da termini come compilazione di una job description, creazione di un team funzionale o di una struttura manageriale: è il modo in cui noi, che ci si occupa del management, facciamo capire che abbiamo studiato la materia.

Nei fatti il tutto si riduce alla sciocchezzuola di far girare meglio la macchina organizzativa del tuo studio, lasciandoti fare in pace il clinico.

Ognuno fa il suo ed il totale è sinergico

Sinergia è una bellissima parola e significa che nella gestione delle risorse umane 1 + 1 è uguale a 3, perché la somma delle singole abilità genera valore aggiunto. Non è filosofia, ma pratica quotidiana riconoscere quanto una buona segretaria, o la sua evoluzione l’office manager, possa essere traino o freno alla produttività dello studio.

Usualmente il mio primo passo, all'interno degli studi odontoiatrici che mi convocano come consulente o coach, è sempre quello: prima capire il “capo” e poi il team. Parafrasando una vecchia canzonetta:

Dove vai se il team non ce l’hai?

Il coro dipende da chi lo dirige

La tua impresa è come un coro, scegli tu se ne vuoi essere il solo virtuoso, o creare un modello che dirigi, in cui tu sei il nucleo, il diamante, ma che  concettualmente funziona anche senza di te.

Peggio forse ma funziona!

Qui potrebbe iniziare un lungo argomento, il branding, che in questo post non affrontiamo, tranne che per uno dei suoi concetti primari, se lo studio ha il tuo nome:

Tu per i pazienti ne sei la garanzia

che non significa affatto che tu ne debba essere anche sempre l'operatore.

Essere il garante, gestire un servizio composto da tante persone, secondo un metodo che vede il te il simbolo, il brand, è compito di ancor maggior interesse ed entusiasmo.

Definire i ruoli

Definire i ruoli è alla base dell'organizzazione.

Vi sono vari ruoli in uno studio odontoiatrico e l’armonia ne deve essere il collante.

Che non è un banale “volemose ben”, ma la coscienza diffusa che è molto più redditizio, per ognuno, l’operare con persone competenti e che stimiamo. La competenza trova inoltre il suo massimo sviluppo quando i ruoli sono ben chiari, non solo al capo ma soprattutto alle singole persone del team.

Per questo impostare una job description, la formale definizione dei ruoli, per tutto il team è assolutamente produttivo ed è opzione apprezzata da ogni suo membro, perlomeno quando mantiene il suo obiettivo originario:

fare chiarezza sui compiti e risultati attesi.

Come tutti gli strumenti potenti diventa però un micidiale boomerang se viene percepita o addirittura utilizzata come “strumento di controllo e punizione” a disposizione del capo.

Per organizzare bene i ruoli non importa se ad oggi la tua struttura del personale è ancora ridotta a pochi elementi.

Impostando una corretta analisi dei compiti necessari e dividendola per competenze e priorità, inizi a crearti uno strumento di gestione, minimale ma efficace.

Attenzione, non lo ripeterò mai abbastanza: non puoi formare il tuo team se non sai che forma dare a questa formazione.

La delega

E' la delega che crea l'azienda.

Le aziende diventano tali quando non prescindono più totalmente dal loro titolare, ma vivono anche senza di lui. Certo oggi Apple non è più quella di una volta, quando Jobs le dava un tono di costante innovazione, ma produce buoni prodotti, paga stipendi e dividendi anche dopo la sua scomparsa.

Perché Jobs era si un leader: ma inserito in un'azienda che viveva e ancora oggi esiste autonomamente.

Lo strumento che consente la crescita aziendale e delle singole competenze si chiama delega.

Che è l’accettare, come premessa, di non essere l’unico al mondo a cui madre natura ha donato una straordinaria capacità come clinico, doti spiccate di imprenditore, qualità di leader ed ovviamente un fiuto impagabile per le strategie di marketing.

(E non parliamo del fascino personale!!)

Fuor dagli scherzi, ognuno di noi, dopo anni di studio e sacrificio è diventato bravo in qualcosa, ma il pensarci unici ed indispensabili, oltre che essere un utopia, contiene in se un formidabile limite: il nostro tempo.

O meglio il tempo disponibile per il lavoro.

Solo iniziando a delegare, prima le cose urgenti ma non importanti, e solo operando per formare un team competente, possiamo impostare una strategia di crescita basata sul tempo di molti e non più solo sul nostro.

Il tuo studio sopravvivrebbe un mese senza di te?

Se non è così tieniti in salute, ma cosciente che hai un grosso problema da risolvere.

Meglio prevenirlo: non è impossibile, sapere creare e dirigere un team è una metodologia che si impara.

Formazione coordinata ed azione ponderata

Ovvio che se deleghi devi puntare non solo a mantenere lo standard attuale, ma addirittura migliorarlo.

Questo non è facile né rapido e lo sai perfettamente se ripensi a cosa ti ha fatto crescere. Però è inevitabile e assai più redditizio, per te e per la tua "impresa".

La formazione del team, di tutto il team deve essere un obiettivo primario, solo le strutture con anelli forti riescono ad essere massivamente efficaci.

Per questo io parlo di formazione coordinata, deve essere una catena forte in ogni anello che la compone, quella che costruisci.

Concludendo

Grazie per essere arrivato fin qui, ti ricordo in sintesi gli argomenti di questo post:

  • Canta fuori dal coro, fatti sentire come unico.
  • Scegli cosa preferisci: essere un singolo virtuoso o il leader di un team coeso?
  • Ami essere un solista? Per vincere sul mercato devi essere speciale e farti pagare come tale
  • Vuoi una dimensione imprenditoriale? Ricorda le parole d’ordine: formazione e delega

In tutto questo cosa posso fare io per te?

Essere tra i migliori conviene sempre.  Farò per te quello che ho fatto tante volte nella pratica, sia in azienda, sia presso i tuoi colleghi: portarti risultati.

Farò quello che scritto nel mio biglietto di visita: il coach, per insegnarti ad essere autonomo anche nelle attività extra cliniche e il "problem solver" perché, nel frattempo, è meglio risolvere i problemi in atto.

In pratica cosa faccio?

Prima di tutto aiutarti in una “diagnosi” precisa della situazione attuale del tuo studio.

Poi intervenire direttamente nella stesura di un piano di marketing personalizzato, per abbattere le criticità ed evidenziare i talenti.

Ove serva sarò per te il centro di un HUB, perno di controllo, per coordinare altri vari esperti che si rendano necessari per la formazione del team, organizzazione interna, immagine interna, web marketing e controllo di gestione.

Essere tra i migliori rende sempre meglio, non credi?

A presto sentirci

Gaetano