Vecchio o buono?

Lo ammetto sono un generalista, come i medici condotti di una volta.

Faccio soprattutto consulenze a domicilio, per cui la similitudine con chi ti parla solo tramite web è completa.

I primi anni in realtà mi proponevo come consulente marketing perché è la cosa più semplice da capire per chi è soprattutto un clinico. Che del marketing ha un’idea basica.

Anche se il marketing è molto complesso. In una multinazionale oltre il CMO (il capo del mktg) vi sono molte figure di team: da chi elabora statistiche a chi cura soprattutto la comunicazione.

Però per il dentista chi fa marketing è ancora quello che ti procura clienti.

Che è giusto da un lato e scorretto dall’altro.

I clienti duraturi te li procurano le tue capacità e competenze, se i tuoi smartphone sono buoni o se le tue otturazioni durano e non si vedono.

Il mktg (non mi uccidano i colleghi per questa semplificazione) essenzialmente interviene in due aspetti:

  • Fa sapere chi sei (informando di te i tuoi clienti potenziali)
  • Ti rende ai loro occhi ancora più buono e bello, (potenziando i tuoi talenti)

Questo è il mestiere a cui mi applico da una vita, ma sempre da generalista, da responsabile del “tutto”, per questo sono diventato particolarmente utile come coach: perché quando progetto un piano mktg non mi fermo ai soli aspetti tecnici, al sito piuttosto che alla immagine coordinata.

Esamino la salute globale dello studio.

Per questo sin dal primo colloquio parto da un analisi completa della situazione, a partire dal budget, formale o qualitativo, che sta perseguendo lo studio e dal livello di sua concretizzazione che riesce a realizzare.

Passando poi a quello che ne è il vero fulcro:

I desideri, i progetti futuri del titolare e del suo team.

Perché tutti i progetti, hanno bisogno di essere portati avanti dalle persone, che da soli restano teoria sterile, senza trasformarsi in buona.

Per questo il mio intervento, che definisco di “management strategico breve” di norma consiste in primis nella soluzione dei problemi in atto, per concludersi con l’impegno fondamentale: fungere da coach per il titolare.

Affinché questi possa in breve proseguire da solo.

Come il medico condotto di una volta so curare da solo tutti i piccoli malanni e molto spesso la “malattia” non è grave, ho poi colleghi specialisti nel caso serva un approfondimento molto tecnico: il grafico, il web master o il controller della gestione.

Come fossi davvero un medico condotto parto sempre dalla analisi e diagnosi.

Solo dopo posso spiegare come è la salute del studio, da cosa dipendono i piccoli malanni percepti e come avere un futuro di salute, che per uno studio odontoiatrico è da un lato avere costanti pazienti e clienti, dall’altro farti arrivare a sera soddisfatto del tuo agire.

Che è l’obiettivo meno teorico e filosofico che una persona possa desiderare!

Hai bisogno o ancora di più hai il desiderio di un consulto per essere professionalmente felice?

Sentirsi costa nulla e potrebbe essere un’ottima idea per indirizzare al meglio il futuro professionale del tuo studio, contattami

Gaetano


Maginottare fa perdere

Il digitale è un invasore?

Questa foto rappresenta la linea Maginot, un lavoro enorme di trincee, caserme, armamenti e postazioni difensive realizzata in Francia dal 1928 al 1940.

Opera enorme e costosissima, nata per proteggere da assalti frontali dei nemici e che servì a nulla, perché l’avanzata dei tedeschi nel 1940 semplicemente la ignorò, aggirò e rese inutile.

Creare una linea Maginot è una metafora che indica usare metodi vecchi contro tecnologie nuove, fallendo ovviamente.

Spesso negli studi odontoiatrici questa Maginot, ammantata da cospicue giustificazioni razionali, è innalzata contro la tecnologia digitale, come quella storica questa è una scelta che parte già perdente e non la fermerà.

La causa di tutto è il diffuso analfabetismo digitale vigente nell’ambito dentale, solo meno del 60% degli studi possiede un programma gestionale e l’80% e oltre lo utilizza solo per la gestione dell’area clinica:

  • Agenda
  • Cartella clinica
  • Fatturazione

Rinunciando alla funzione fondamentale di un gestionale, di un data base: che è appunto il fornire dati agglomerabili tra loro in varie modalità.

Vi sono studi che pur avendo un gestionale:

  • Utilizzano l’agenda cartacea per segnarsi velocemente l’appuntamento telefonico
  • Utilizzano la cartella cartacea per poi inserire i dati in quella digitale solo a conclusione del lavoro
  • Hanno armadi pieni di cartelle cliniche e similaria, su cui spendono costose ricerche

E nella maggior parte dei casi è un modus operandi, un’abitudine che parte dal basso, segretaria e ASO, dal desiderio di non affrontare quello che viene visto come un complesso cambiamento, un lungo lavoro di adeguamento, un emerita scocciatura da parte degli operatori.

Sono tutte balle.

Il digitale conviene?

Ho accompagnato vari studi fuori dai chili di carta e il risultato è sempre stato: meno lavoro inutile per tutti, più tempo per dedicarsi a proficue attività di valore.

Più soddisfazione professionale.

Oggi uno studio efficiente ha tutto digitalizzato, anche i consensi, basta dotarsi di una firma elettronica.

Il liberare gli armadi dalle scartoffie non è un’impresa titanica, quando fatto con metodo intelligente, ma solo un obiettivo a tempo che si trasforma in opportunità di potente marketing.

Questo però prevede una condizione indispensabile: che tutto il team ne sia coinvolto.

  • A partire dai clinici che debbono imparare anche l’utilizzo comunicativo di telecamera, fosfori, CBTC. LASER e scanner digitale.
  • Con le ASO a condividere la scelta di una gestione digitale come la più rapida ed efficiente.
  • Con il DOM che utilizza il gestionale in modo professionale, anche per le analisi di marketing o CDG e non solo per la fatturazione.

Argomento lungo e importante quello sulla digitalizzazione, che ormai permea ogni aspetto dell’attività nello studio: a partire dalla procedura di Prima Visita, quella che assicura il futuro dello studio.

Argomento che però va affrontato a viso aperto ed accettato, non come inevitabile, una cosa che purtroppo ci tocca fare, ma come elemento positivo che libera tempo inutile.

Ne parliamo?

Gaetano

Ps

Finisco con una delle mie affermazioni ruffiane.

Se pensi di essere ad un buon punto nella organizzazione digitale dello studio, pur senza avere mai avuto consulenti di management al tuo fianco, fai parte della stragrande maggioranza dei clienti che mi contattano.

E che assieme a me scoprono di utilizzare ancora un sacco di procedure arcaiche e dispendiose.

Chiama un professionista, che ci guadagni!