Un post senza capo

I miei post nascono normalmente da una programmazione editoriale e un obiettivo, una tesi da confutare o dimostrare.

Da cui nasce la realizzazione di una scaletta logica e le varie considerazioni che ne conseguono.

Per questo post, che pubblico nel giorno del mio compleanno, invece non ho alcun obiettivo e lascio fluire le emozioni, quasi liberamente. Probabilmente questo risulterà di interesse per i pochi che hanno affetto o almeno amicizia nei miei confronti. Ma come diceva una vecchia canzone di Mia Martini “per una volta sbagliare si può”.

Dicevo che ho scritto “quasi liberamente”, non per trattenuto pudore, ma perché nella mia forma mentis il controllo del proprio agire è molto –forse troppo- consolidato e la fatica dell’esprimere pubblicamente le emozioni mi è compagna da anni.

La libertà totale di espressione la delego, sorpresa sorpresa, alla poesia. Ebbene sì, sono circa un poeta, ho addirittura pubblicato un libro di poesie e in questa veste spogliata sono presente in alcune antologie poetiche e su parecchi siti. In lontananza siderale da Ungaretti e dalla Merini, comunque.

Nel lavoro invece l’emozione i sentimenti, l’amore sono mediati dall’analisi e dalla logica: da quell’abitudine mentale che consiste nel dare un compito, un “qualcosa da fare”, ad ogni ragionamento. La filosofia dei perché mi attrae poco, amo invece l’agire e il “come risolvere”?

Come questa concretezza si mescoli alla poesia mi resta un mistero gioioso.

Amo inoltre anche altre cose importanti nella vita: come ballare e cantare.

Peccato che il senso del tempo non sia in sintonia con i miei desideri e che la mia compagna sorrida benevola ogni volta che tento una performance di tango o simili. Con la voce invece va meglio, canto benissimo per me stesso: con passione e sentimento. L’unico problema è che sono circondato da un pubblico incompetente, che non capisce ne apprezza le vette artistiche che raggiungo.

Quella che amo di più comunque è la bellezza della vita e questo sentimento cresce con gli anni, che aumentano il passato e diminuiscono il futuro, ogni giorno lasciando il fisico meno forte e la mente più pulita. Con pensieri che liberano la troppa scienza, cercando una nuova innocenza.

Amo anche stare in aula e parlare, condividere la mia vita professionale, senza remore nel regalare tutto quello che vita mi ha insegnato.

Di poche cose sono certo, una è un pudico orgoglio: da “maestro” mi cedo a te con amore, offro liberamente ogni mia conquista, cerco di essere utile tassello nella crescita di chi mi ascolta e adoro scoprire che qualcuno infine diventa un po’ meglio di se.

Giovane amico mio

Considerato che uno dei miei mantra è il Tucentrismo, ovvero mettere l’altro al centro dell’interesse e dell’agire, direi che la prima parte di questo post è stata molto egocentrica. L’argomento figaggine di Gaetano propenderei per considerarlo concluso.

Parliamo del tuo lavoro? Ho un paio di consigli da condividere. Uno se sei giovane, uno se come me hai un età maggiore e la voglia che questa fase della tua vita non sia calante, ma appassionante.

Sei giovane, diciamo sotto i 50?

Sappi che le basi che metti che hai messo finora sono fondamentali, ma non è detto siano immutabili.

Nei miei corsi spiego, puoi approfondirlo meglio con i prossimi 3 articoli che da novembre appariranno su Il Dentista Moderno, che le pulsioni che ci muovono sono essenzialmente AMORE – SUCCESSO – POTERE. E che la loro importanza varia costantemente con la nostra età e con la nostra “area di vita”.

Normalmente nella prima fase della nostra vita lavorativa si ricercano prima il potere (avere i soldi o le possibilità di realizzare quello che desideriamo; siano un mese all’anno al mare o la Porsche in garage) poi il successo, quello che fa dire agli altri: “lui sì che è bravo”.

Ottimo, non ti chiedo di rinunciare ai soldi come un novello S. Francesco o rinnegare la soddisfazione che fornisci al tuo ego.

Ti chiedo una cosa molto più semplice, sei felice così?

È questa la strada giusta per i tuoi desideri?

  • De-sideri: letteralmente verso le stelle, verso qualcosa di bello ed importante da raggiungere.

La risposta è ottima, però riscriviti questa domanda sul tuo smartphone, con data ad un anno da adesso. Così la tieni sotto controllo.

La risposta no è ottima, perché puoi cambiare solo se scopri in te l’insoddisfazione e il desiderio di superarla .

Io ho cambiato completamente la mia vita affettiva a 40 anni e quella professionale da over 50. Citando ogni volta Frankenstein Junior:

Si. Può. Fare.

Ed essendone poi lieto.

Hai passata la gioventù?

Sei meno giovane, diciamo attorno ai 60?

Caro coetaneo e amico mio, abbiamo ancora dei bei anni davanti, soprattutto se stacchiamo la spina dal presente e l’attacchiamo al futuro.

La nostra età ci ha portato qualche acciacco e svantaggio, ma anche almeno un vantaggio notevole.

Siamo più liberi!

Non tutti ahimè, ma se tu leggi questo post probabilmente sei un odontoiatra o un professionista, che ha superato la fase dell’assillo economico. Una persona che si è creata la sua fortuna, che riesce a vivere dignitosamente con il suo operare.

Ho uno specifico ricordo, che rinnovo a me stesso quando sono stanco e stressato: il mese di vita come operaio al Mollifico Adige, dove cent’anni fa ho vissuto un agosto di alienante lavoro.

Prendi il filo – inserisci il filo – premi il pedale – prendi la molla – metti via la molla – prendi il filo – inserisci il filo – premi il pedale – prendi la molla – metti via la molla e così per otto ore al giorno.

Altri vi hanno passato gioventù e vita in fabbrica: non lamentarti di quello che fai e sei diventato, Gaetano!

E’ il momento allora, ed anche il memento, di guardarsi negli occhi e sorridere.

Oggi volendo puoi aumentare il tempo dedicato a quello che ami fare.

Sia spostando delle ore dal lavoro alla vita privata, sia spostando le priorità stesse del nostro lavoro.

Ad esempio, i miei giorni più lieti sono i venerdì e sabato in cui sono in aula, che è lavoro ma anche gioia. (NDR articolo scritto prima che il Covid mi spaccasse… questo piacere).

E tu, hai già scelto i tuoi giorni felici?

Conosco dentisti che hanno riscoperto il loro essere medici ed escono dal cavo orale per esplorare gioiosamente nuove terapie, nuovi stimoli.

Provando il piacere di una dedizione nuova.

Se puoi farlo dedica del tempo a te stesso, sei il tuo migliore amico.

Grazie al fine

Grazie per quello che mi hai regalato.

Il solo fatto di essere arrivato a questo punto, di un inconcludente post, è un regalo che mi fa sorridere il cuore, ti aspetto in qualche luogo e in qualche tempo per parlarci e darci una mano a crescere ancora.

Non per lavoro, ma per il piacere di stare assieme.

Un abbraccio

Gaetano

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