Buon inizio!

È consuetudine con l’anno nuovo augurare un buon inizio.

Anche se non vi è alcuna ragione logica per cui dal primo di gennaio si debbano, possano, vogliano effettuare cambiamenti ed azioni non attuati finora, questa data è un momento catartico in cui ognuno effettua un breve o più accurato punto sul passato.

Si pone obiettivi per il nuovo anno, fa promesse a se stesso: su dieta, palestra, lavoro o amore.

Alcuni dicono: migliorerò.

Altri esagerano: cambierò

Migliorare è sempre ottimo proposito, ma non è sempre la scelta migliore.

Non vanno come vorresti gli affari, la dieta o l’amore?

Allora meglio avere il coraggio di guardare la realtà senza le inutili bugie che ci auto diciamo a proteggere il nostro ego.

Migliorare è utile quando le cose vanno abbastanza bene,

altrimenti è meglio cambiare.

Ricordando uno dei parametri essenziali del cambiamento: questo inizia solamente da te, gli altri non ti fanno cambiare, al massimo ti pongono in evidenza il problema, ma poi il futuro dipende da te, perché come dice quella vecchia battuta

Puoi cambiare qualcuno solo se ha meno di tre anni ed è pieno di cacca”.

Iniziamo questo nuovo 2022 smettendo di pensare al perché le cose non sono in sintonia con le nostre aspettative: questo non le cambia.

Prendiamo invece un desiderio non ancora realizzato e cominciamo ad agire per risolverlo, operando con intima motivazione: che come dice il termine stesso prevede un'AZIONE.

Se non è un sogno tipo:

desidero vincere al Superenalotto

scopriremo che l’abbandonare gli sforzi dedicati al capire il perché della attuale situazione ed investire invece il nostro AGIRE nel cambiarla è assai più redditizio, utile e infine piacevole.

La base di partenza è insita nel paradosso di Rogers

Solo quando mi accetto così come sono posso cambiare

Facile non è,

possibile di certo.

Per cui buon inizio dell’anno e del cambiamento che desideri, pensa positivo ed inizia ad attrarre verso di te un desiderio.

Agisci per concretizzarlo e poi sorridi al 2022: credere in noi è sempre il miglior modo di procedere.

Che lamentarsi, piangersi addosso e similaria cambiano nulla, molto più utile sorridere alla vita.

Che è gentile e spesso ti ricambia il sorriso.

Ottimo 2022 a te, con l'augurio che i tuoi desideri inizino il cammino verso la felicità compiuta

Gaetano


Scelta di vita, la mia

Ieri

Era quasi giovane e bello quando il 30 aprile del 2009 ho preso una decisione assai importante, dopo 26 anni di bei momenti, dopo avere contribuito ad un imprinting di forte innovazione, ho trascorso il mio ultimo giorno in Revello spa, per rimettermi in gioco ed andare a dirigere una ambiziosa start up.

Con molti che mi davano del matto ad abbandonare il posto sicuro, in cui ero secondo solo ai due titolari e che mi garantiva un futuro comunque tranquillo.

Fu una scelta di vita importante e meditata, di un manager cinquantenne che non ci stava a lasciarsi invecchiare continuando a fare le solite cose nel solito modo.

Che al declino fisico ed intellettuale provava a dire: io vita lieta me la gioco ancora e col fischio che declino!

Invecchierò

sorridendo ancora

Oggi

Oggi dopo nuovi anni di quelli buoni nel lavoro e negli affetti, il caso od il fato mi hanno portato a prendere un’altra importante decisione: dare più tempo al bambino che fui ed all'uomo che vorrei fosse ricordato.

Tempo per leggere, tempo
per scrivere, tempo per viaggiare senza più l’assillo del lavoro a scandirne i
tempi.

Tempo.

Questo è il grande regalo che mi faccio, quel tempo che è in discesa, ma non per questo deve trasformarsi in giorni vuoti, a vivere stancamente sui successi del passato.

Da domani passerò più tempo con me, con i miei cari e chi mi vorrà vicino.

Scrivendo in giro per il web, forse pubblicando nuove poesie e dedicandomi ad un nuovo libro di marketing, basato su argomenti banali come:

“sesso, sport, politica, religione e marketing TUcentrico”,

Leggendo romanzi, saggi o fumetti secondo l’ispirazione del momento, tornando a giocare a golf oppure imparando l'antica arte delle bocce.

Andando in moto o su per i monti e le valli d'or, ma anche dedicandomi ai progetti che mi piacciano davvero, perché fortunatamente il mio mestiere è piacere e non ancora stanca abitudine.

Metto però in pensione l’ansia del fatturato: per il lavoro desidero solo limitate consulenze pochi "clienti di valore" e dedicarmi ai corsi, che IdeaDana mi organizza con passione.

Momenti magici in cui donare senza ritegno il lieve sapere che vita mi ha dato.

Ci si sente, che a scrivere continuo, ci si vede se ti va e speriamo ancora per molto.

Confido che sarà con letizia e possibilmente con un buon bicchiere di vino a concludere l’incontro.

Che la vita ti sia lieta, che lo sia il tempo che ci aspetta e che quella piccola sottovalutata cosuccia che si chiama “amore” continui a riempire di se ma anche di sé il tempo e la nostra vita.

A presto

Gaetano

PS

Mi hai riconosciuto nella foto? Ma quant'ero.... simpatico?


Anno nuovo, vita nuova?

Anno nuovo vita nuova, è un detto ben conosciuto, ma raramente applicato nella realtà, perché l'abitudine è una brutta bestia che, combinata con la paura di sbagliare, ci trattiene troppo spesso dall'iniziare anche quello che il nostro animo sa: cambiare è meglio.

Troppo spesso quindi l'anno nuovo non ci porta ad azioni concrete, ma solo a ipotizzare cambiamenti che restano nell'alveo della buone intenzioni, come il proposito tipico del periodo:

da domani faccio palestra e comincio la dieta.

Eppure è un bel momento l’anno nuovo per sedersi a pensare che cosa si vuole dalla vita.

Senza fare discorsi troppo complessi o di spicciola filosofia una cosa è certa, il tempo passa e nessuno di noi è più lo studentello imberbe che era.

Da un certo punto di vista è un bene, io ero proprio sciocco a ventitré anni e anche se non ho raggiunto tutti i miei sogni la vita mi è stata benigna.

Però le cose cambiano, il mondo cambia e noi non abbiamo scelta dobbiamo costantemente mantenerci adeguati ed aggiornati a tali variazioni:

Cambiare non è una scelta è una necessità.

Cambiare è difficile, non cambiare è disastroso.

I tempi sono cambiati

Tra i mestieri cambiati tanto vi è senza dubbio quello del dentista, a iniziare dal nome: col fischio che oggi passi la tua giornata ad occuparti dei denti.

Non lo fai da clinico, molte sono le complessità che si sono connesse all'aggiustare o al “cavare” denti: dalla prevenzione al ripristino dell’armonia funzionale ed estetica della bocca nel suo complesso.

Non lo fai da imprenditore, quello che una volta i pazienti li trovava automaticamente in sala d’attesa ed ora scopre che le cose si sono rovesciate:

Oggi i pazienti SCELGONO il dentista

Ed anche quella abitudine e tradizione per cui un paziente era fedele per la vita si è ormai fortemente ridimensionata.

Che fare quindi?

Questo lo sai solo tu, che devi decidere:

Anno nuovo vita nuova o va bene così?

Gaetano Toffali

Da dove iniziare?

Da un piccolo passo, che conviene inizi da dove ti senti più esposto ai rischi, per rafforzarti e porre forti basi su cui continuare a crescere, con soddisfazione costante.

Senti e vedi che la criticità maggiore è nell'area extra clinica?

Chiamami per una diagnosi sul management dello studio: su come funziona e come potrebbe essere più efficiente e redditizio.

È il mio mestiere, ho diretto per anni reparti o aziende che fatturavano milioni di euro: so benissimo come analizzare la tua "azienda", capirne gli aspetti critici ed esserti al fianco per superarli.

La diagnosi dura uno o due giorni, secondo caso o complessità, e si conclude con un report formale che individua il:

Come fare per incrementare la tua felicità

Non solo per risolvere le tue criticità, ne per i capire bisogni, queste sono la parte meno importante del mio lavoro, la sua semplice base di partenza, ma letteralmente per migliorare la tua felicità professionale ed il clima del team che ti supporta.

È questo l'obiettivo: esserti al fianco per organizzare un metodo, un’impresa, un team che ti faccia felice di andare ogni mattina ad operare nel tuo studio. Questa è la vera sfida da vincere.

Anno nuovo vita nuova, non fare che resti un’idea o una battuta.

Le opzioni ci sono

Poi hai varie possibili alternative: per partire soft, iscriviti semplicemente al mio prossimo corso di marketing strategico e successivamente iscrivi anche a chi nel tuo team si occupa dei preventivi e di organizzazione: io lo definisco Dental Office Manager ed ho organizzato un corso di marketing operativo solo per lei/lui.

Se vuoi prima conoscermi meglio leggi i miei post, ve ne è abbondanza nel mio sito oppure acquista il mio libro “Marketing per iniziare a farlo sapendo che non è un manuale per chi deve “fare” ma uno stimolo intellettuale per chi deve “imprendere”.

Insomma fai un po’ tu, ma dai una spinta nuova a questa vita
che scorre ed è meglio se lo fa verso più sorrisi e gioia.

Un ottimo 2019 a te, che si lieto, “guadagnoso”, di
soddisfazione.

Insomma che sia un anno di buona vita.

È un augurio, un abbraccio

Gaetano


Buon compleanno Gaio

Missiva pubblicamente personale

Grazie vita, per avermi regalato un altro compleanno da festeggiare: si apprezzano di più con l’età.

Grazie anche al fisico che sembra avere un minimo di misericordia nei miei confronti e al cervello che, pur mantenendo la stessa memoria da pesce rosso di quando ero ragazzo, si gode ancora a nutrirsi di libri, di conoscenze e si inebria festoso ogni volta che invece dell'iscrizione alla bocciofila gli propongo l’esplorazione di nuove strade montane.

Questo scritto ha un piccola tradizione: da quando ho iniziato la libera professione mi regalo un post all'anno, da Giano Bifronte, in cui faccio due cose che altrimenti sconsiglio caldamente dal punto di vista professionale.

  • Primo parto a scrivere, per cui eseguo un progetto, senza rete: senza una traccia, una meta, un obiettivo iniziale.
  • Secondo mi concedo l’abbandono, per me faticosissimo, dal controllo sul mio dire e sul mio fare.

Allo scoccare del compleanno pensi al passato, inevitabile e conti i tuoi anni davanti allo specchio, in basito stupore che quello sia tu.

In giovinezza oggi mi sarei visto vecchio, lo erano i sessantenni che vedevo allora: in pensione e con vita verso la foce per me, che trentaduenne spavaldo iniziavo la mia carriera di manager.

Poi le ali del tempo hanno battuto veloci ed ora mi circondano ragazzotti imberbi, di trent'anni o giù di li, che credono di sapere tutto del mondo e… un po’ lo sanno davvero.

Perché è dei giovani la luce del futuro, il renderlo magnificenza anche per coloro che solo parzialmente hanno realizzato i sogni di un mondo “che ormai stai cambiando”. Ed è un privilegio fare il “maestro” per alcuni/e di loro e vedere che spalancano meglio i loro cuori e partono verso un cielo più blu dei miei ricordi in bianco e nero.

Perché insegnare non lo si fa alle menti, quella è solo la base: forse mi illudo ma quando parlo di marketing nei miei corsi, le regole di Kotler, Ries, Godin etc. per me diventano solo la base di una ricerca più profonda, quella che, mutuando un tema del mio caro maestro Piero Bestaggini, definisco atteggiamento TUcentrico verso il lavoro e la vita.

Lavoro e vita

Non sono un amante del lavoro, lo rispetto ed eseguo, nella mia vita è stato una costante in cui le ore dedicate non avevano alcun limite impiegatizio, ma anche una ricerca di felicità. Abbastanza riuscita e con inevitabili rimpianti, che ricco poi non sono diventato, ma mi ha donato una buona vita economica, la possibilità di crescere quattro figli e concedermi qualche “ piccola gioia” di lieto stupore.

Il lavoro è sempre stato, dal lato egocentrico, la risposta al mio desiderio di comprare una casa, una ampia libreria, una bella moto o cogliere fugace soddisfazione al mio desiderio di essere considerato figo. Dall'altro nulla mi ha dato più gioia di quella voglia di insegnare, che mi ha accompagnato nella vita. Probabilmente la parte a me più cara e quella che mi ha regalato i sorrisi migliori.

Poi lo ammetto, ampie referenze sono a disposizione, non ho un carattere facile, sono fin troppo brusco a volte, e quando ho un obiettivo vi punto con tanta determinazione e scarsa diplomazia, che non è proprio il mio mestiere. Inoltre sono assai insofferente alla cretineria e ancor di più all'ignoranza, perché se la prima può anche essere innata la seconda è sempre una scelta.

Leggi! Ascolta! Pensa! Confrontati! Cavolo ce ne sono un sacco di cose utili per crescere migliori.

Che poi a difetti sono messo discretamente bene pure io, come sanno le mie ex compagne di vita, ma non dico che:

"Io non sono cattivo: è che mi disegnano così”.

Come sono l'ho scelto io e fortunatamente sono meno peggio oggi di ieri: questo regalo me lo sono fatto

Piccolo spazio al maestrino

Scherzi a parte alcune nostre caratteristiche fisiche ed intellettuali sono cardini su cui tutta la nostra vita si incentra, è nostro compito esistenziale, per renderla migliore, potenziare le positive e minimizzare le negative. A partire dalla banalità della bellezza fisica che, se ben gestita, aiuta vantaggiosamente uomini e donne nei rapporti lavorativi: non neghiamolo.

Non ce l'ebbi, ma fortunatamente credo alla teoria che afferma:

“Fino a 18 anni sei quello che hanno fatto i tuoi genitori, poi diventi quello che modelli da te”.

Senza entrare nella comunicazione non verbale, ferma il maestrino che è in te Gaetano, basta imparare a guardare il viso delle persone per capire chi è riuscito a dare gioia alla sua vita. E' sufficiente esaminare gli angoli della bocca per capire se sono abituati al sorriso, all’insù, o alla tristezza, con piega verso il basso.

Soffermare lo sguardo alla fronte della gente, per capire quanto le rughe siano causate dall'età o dalla mimica, forti rughe verticali non parlano di gioia, fissare con attenzione i loro occhi che ti guardano o sfuggono, per capire assai dell'altro, che ci è di fronte.

Esercizio che stupisce per la potenza della sua profondità.

Guarda questo video di Marina Abramovic per intenderci, io l'ho visto e rivisto. Stessa emozione sempre e goccioloni che mi scendono sulle gote.

Hai capito, riconosciuto nel video lo sguardo tra due persona che si sono amate nel passato ed allontanate da tanto? Il viso, gli occhi parlano di noi, molto.

Siamo noi a costruirci il viso percepito dagli altri e gli attori ne sono l’esempio, con la capacità sublime di variarlo e renderlo triste o attraente.

Torniamo però al tema: scrivere liberamente senza tema.

Adesso, dopo avere notato la mia istintiva capacità a dire che ho difetti e poi saltarne la descrizione a piè pari, apprezza il fatto che enuncio pubblicamente uno dei miei maggiori difetti professionali, ma anche personali: la sintesi eccessiva nell'ascolto.

(E vai con gli eufemismi, non ce la sia fa a volersi male noi).

Con la premessa fondamentale che sentire non è ascoltare, la prima si fa con le orecchie, la seconda coinvolge mente e cuore.

Parto da un fatto che purtroppo per me è acclarato: non ho meriti diretti, però madre natura mi ha regalato un cervello rapidissimo nel pensare ed elaborare i dati, che è vantaggio non da poco e contemporanea fonte del difetto di cui dicevo sopra. Perché quando ascolto le persone, quasi sempre in modo naturale e di alcuna fatica percepisco in breve tempo la conclusione a cui punta il loro ragionamento,  e tendo a interromperli, ovvero: a dare l’impressione di non ascoltare.

Mi scuso qui pubblicamente di questo atteggiamento che può suonare sgradevole, l’ho fatto cento e più volte nel passato e pur se adesso spero di essere passato dalla decine alle unità, lo farò in futuro. Non per cattiveria o alterigia però.

E la mente e le dita si fermano ora.

Visto quando dicevo che serve un metodo in quello che fai e che anche quando scrivi devi avere una traccia da seguire?

Non so dove sono adesso, oppure si, un po’ troppo vicino al me stesso bambino, che quando salta fuori è una birba inarrestabile, ma che raramente mostro in pubblica piazza, pur se virtuale.

Ecco quindi cosa è successo, questo post vergato sino a qui di getto ha ora una pausa in cui la mente e l’istinto professionale tornano a prendere sopravvento e dicono al vecchio Gaio – sempre io, ma per chi mi è intimo – che è ora di fare la chiusa e ringraziarti per gli auguri che mi regalerai.

Basteranno gli occhi chiusi un instante e un pensiero di cuore per renderli magnifici.

Dunque ed infine

Tre scuse ed un ringraziamento.

Chiedo scusa a chi professionalmente mi ha trovato qualche volta troppo saccente, ancor di più agli amici che non ho abbracciato come meritavano e a “lei” che lo sa che sono scemo, ma non cattivo.

Ringrazio infine chi si ricorda di me con un sorriso e auguro a tutti di ritrovarci a scrivere e leggere “d'amore, di morte e di altre sciocchezze” anche nel 2021

Felice vita a tutti, a quelli che già sono sulla buona strada e a quelli che camminano ancora.

Ricordando che l’importante non è camminare tanto: è sapere dove andare.

Un abbraccio, a presto vederci

Gaetano


Buon compleanno Gaetano

Un post senza capo

I miei post nascono normalmente da una programmazione editoriale e un obiettivo, una tesi da confutare o dimostrare.

Da cui nasce la realizzazione di una scaletta logica e le varie considerazioni che ne conseguono.

Per questo post, che pubblico nel giorno del mio compleanno, invece non ho alcun obiettivo e lascio fluire le emozioni, quasi liberamente. Probabilmente questo risulterà di interesse per i pochi che hanno affetto o almeno amicizia nei miei confronti. Ma come diceva una vecchia canzone di Mia Martini “per una volta sbagliare si può”.

Dicevo che ho scritto “quasi liberamente”, non per trattenuto pudore, ma perché nella mia forma mentis il controllo del proprio agire è molto –forse troppo- consolidato e la fatica dell’esprimere pubblicamente le emozioni mi è compagna da anni.

La libertà totale di espressione la delego, sorpresa sorpresa, alla poesia. Ebbene sì, sono circa un poeta, ho addirittura pubblicato un libro di poesie e in questa veste spogliata sono presente in alcune antologie poetiche e su parecchi siti. In lontananza siderale da Ungaretti e dalla Merini, comunque.

Nel lavoro invece l’emozione i sentimenti, l’amore sono mediati dall’analisi e dalla logica: da quell’abitudine mentale che consiste nel dare un compito, un “qualcosa da fare”, ad ogni ragionamento. La filosofia dei perché mi attrae poco, amo invece l’agire e il “come risolvere”?

Come questa concretezza si mescoli alla poesia mi resta un mistero gioioso.

Amo inoltre anche altre cose importanti nella vita: come ballare e cantare.

Peccato che il senso del tempo non sia in sintonia con i miei desideri e che la mia compagna sorrida benevola ogni volta che tento una performance di tango o simili. Con la voce invece va meglio, canto benissimo per me stesso: con passione e sentimento. L’unico problema è che sono circondato da un pubblico incompetente, che non capisce ne apprezza le vette artistiche che raggiungo.

Quella che amo di più comunque è la bellezza della vita e questo sentimento cresce con gli anni, che aumentano il passato e diminuiscono il futuro, ogni giorno lasciando il fisico meno forte e la mente più pulita. Con pensieri che liberano la troppa scienza, cercando una nuova innocenza.

Amo anche stare in aula e parlare, condividere la mia vita professionale, senza remore nel regalare tutto quello che vita mi ha insegnato.

Di poche cose sono certo, una è un pudico orgoglio: da “maestro” mi cedo a te con amore, offro liberamente ogni mia conquista, cerco di essere utile tassello nella crescita di chi mi ascolta e adoro scoprire che qualcuno infine diventa un po’ meglio di se.

Giovane amico mio

Considerato che uno dei miei mantra è il Tucentrismo, ovvero mettere l’altro al centro dell’interesse e dell’agire, direi che la prima parte di questo post è stata molto egocentrica. L’argomento figaggine di Gaetano propenderei per considerarlo concluso.

Parliamo del tuo lavoro? Ho un paio di consigli da condividere. Uno se sei giovane, uno se come me hai un età maggiore e la voglia che questa fase della tua vita non sia calante, ma appassionante.

Sei giovane, diciamo sotto i 50?

Sappi che le basi che metti che hai messo finora sono fondamentali, ma non è detto siano immutabili.

Nei miei corsi spiego, puoi approfondirlo meglio con i prossimi 3 articoli che da novembre appariranno su Il Dentista Moderno, che le pulsioni che ci muovono sono essenzialmente AMORE – SUCCESSO – POTERE. E che la loro importanza varia costantemente con la nostra età e con la nostra "area di vita".

Normalmente nella prima fase della nostra vita lavorativa si ricercano prima il potere (avere i soldi o le possibilità di realizzare quello che desideriamo; siano un mese all’anno al mare o la Porsche in garage) poi il successo, quello che fa dire agli altri: “lui sì che è bravo”.

Ottimo, non ti chiedo di rinunciare ai soldi come un novello S. Francesco o rinnegare la soddisfazione che fornisci al tuo ego.

Ti chiedo una cosa molto più semplice, sei felice così?

È questa la strada giusta per i tuoi desideri?

  • De-sideri: letteralmente verso le stelle, verso qualcosa di bello ed importante da raggiungere.

La risposta è ottima, però riscriviti questa domanda sul tuo smartphone, con data ad un anno da adesso. Così la tieni sotto controllo.

La risposta no è ottima, perché puoi cambiare solo se scopri in te l’insoddisfazione e il desiderio di superarla .

Io ho cambiato completamente la mia vita affettiva a 40 anni e quella professionale da over 50. Citando ogni volta Frankenstein Junior:

Si. Può. Fare.

Ed essendone poi lieto.

Hai passata la gioventù?

Sei meno giovane, diciamo attorno ai 60?

Caro coetaneo e amico mio, abbiamo ancora dei bei anni davanti, soprattutto se stacchiamo la spina dal presente e l’attacchiamo al futuro.

La nostra età ci ha portato qualche acciacco e svantaggio, ma anche almeno un vantaggio notevole.

Siamo più liberi!

Non tutti ahimè, ma se tu leggi questo post probabilmente sei un odontoiatra o un professionista, che ha superato la fase dell’assillo economico. Una persona che si è creata la sua fortuna, che riesce a vivere dignitosamente con il suo operare.

Ho uno specifico ricordo, che rinnovo a me stesso quando sono stanco e stressato: il mese di vita come operaio al Mollifico Adige, dove cent’anni fa ho vissuto un agosto di alienante lavoro.

Prendi il filo - inserisci il filo - premi il pedale - prendi la molla - metti via la molla - prendi il filo - inserisci il filo - premi il pedale - prendi la molla - metti via la molla e così per otto ore al giorno.

Altri vi hanno passato gioventù e vita in fabbrica: non lamentarti di quello che fai e sei diventato, Gaetano!

E’ il momento allora, ed anche il memento, di guardarsi negli occhi e sorridere.

Oggi volendo puoi aumentare il tempo dedicato a quello che ami fare.

Sia spostando delle ore dal lavoro alla vita privata, sia spostando le priorità stesse del nostro lavoro.

Ad esempio, i miei giorni più lieti sono i venerdì e sabato in cui sono in aula, che è lavoro ma anche gioia. (NDR articolo scritto prima che il Covid mi spaccasse... questo piacere).

E tu, hai già scelto i tuoi giorni felici?

Conosco dentisti che hanno riscoperto il loro essere medici ed escono dal cavo orale per esplorare gioiosamente nuove terapie, nuovi stimoli.

Provando il piacere di una dedizione nuova.

Se puoi farlo dedica del tempo a te stesso, sei il tuo migliore amico.

Grazie al fine

Grazie per quello che mi hai regalato.

Il solo fatto di essere arrivato a questo punto, di un inconcludente post, è un regalo che mi fa sorridere il cuore, ti aspetto in qualche luogo e in qualche tempo per parlarci e darci una mano a crescere ancora.

Non per lavoro, ma per il piacere di stare assieme.

Un abbraccio

Gaetano


Buon compleanno Gaetano

Mi chiamo Gaetano Toffali, il 24 ottobre compio gli anni e ho deciso di farmi un regalo.

L'unico giovane pompiere che mi piace: mio nipote Memi.

Un paterno sfogo personale, verso quei giovani che non sanno più osare il futuro.

Un tempo si diceva:

Incendiari da giovani e pompieri da vecchi

Intendendo che da giovane hai voglia di cambiamento, di cogliere rischi, di agire; mentre l’età matura porta al desiderio di conservare, quello che si è raggiunto.

Io sono un manager strano, perché innovazione, cambiamento, creatività, differenziazione, sono ancora tra i capisaldi del mio agire professionale e mi cadono le braccia a parlare con troppi giovani manager vecchi.

Che hanno come unico obiettivo il raggiungere il budget prefissato, applicando sempre e solo i due strumenti meno efficaci:

spremere chi produce e tagliare i costi

Sicuro che non esiste un'altra via oltre a quella affollatissima che percorrono tutti?

Sicuro che l’obiettivo sia copiare la concorrenza se rincorri, o cercare solo di mantenere il distacco, se sei provvisoriamente davanti?

Sicuro che aprire lo sguardo all'orizzonte non proponga anche strade diverse, migliori e più rapide?

uomo spremuto

Cambia il verbo spremere in formare e vedrai la differenza produttiva, tra un bravo e motivato collaboratore e chi ogni giorno perde un pezzo di sorriso.

Taglia tutti i costi inutili, hai ragione il grasso è superfluo; ma attento a non confondere grasso con muscolo: sarebbe errore drammatico.

Caro giovane manager che fai benissimo i conti sui costi, quante volte ti sei fermato ad immaginare un’azione differente, per un'idea di ricavi nuova e diversa?

Vi sono dotte teorie in proposito: dalla

“strategia dell’oceano blu”

passando per il

“sur-petere con il pensiero laterale”

per citare le due mie preferite, l’essenza però è la stessa: se non sei differente dagli altri, perché dovrei scegliere te invece che il più conveniente?

Guardati in giro: quante aziende leader di mercato vedi che hanno puntato solo sulla banalità del abbassare i prezzi o tagliare i costi?

Il tuo smartphone è Alcatel? E la tua macchina è una Logan?

Difficile, esistono, vendono ma hanno basse quote di mercato. Anche se sono certo siano buoni prodotti, nessuno fa più prodotti scadenti, non sono loro i leader.

Apri una possibilità al cerino della innovazione e del marketing creativo, sii diverso per essere migliore!

Questo non è un vero post, definiamolo uno sfogo e un abbraccio, rude, a chi ha ancora trent’anni o giù di lì e vuole diventare un manager di successo.

Accetta la difficile bellezza del tuo ruolo: il manager decide, opera, gestisce; traducilo come vuoi ma quello che non fa è stare fermo a difendere una barricata ogni giorno più debole.

Lo so è una banalità nella forma, ma ancora una potente verità, dire che:

Il mondo si muove e chi mantiene le proprie posizioni in realtà sta andando indietro.

Hop hop, forza sii differente, offri ai clienti qualcosa di inaspettatamente bello, o almeno provaci.

Cambia prima di essere costretto a farlo.  (Jack Welch)

Post scriptum

Un consiglio infine a te amico odontoiatra che hai uno studio avviato e che ben funziona: cambia!

Il cambiamento ha bisogno di risorse, di tempo e di tranquillità interiore.

E' adesso, che le cose vanno bene, il momento giusto per cambiare e puntare alle tue ambizioni e alla tua felicità.

Anticipa il futuro, sei già davanti agli altri? Bene mantieni il distacco e se vuoi confrontarti con un sognatore concreto, contattami.

Hai provato sintonia leggendo questo post?  Conosciamoci meglio.

Chiedimi informazioni sulle mie consulenze di Marketing Strategico Breve.

FUNZIONA.

"Alcuni cambiamenti sono così lenti che non te ne accorgi, altri sono così veloci che non si accorgono di te" (A.Brilliant)

Sii parte del cambiamento, sii il suo motore.

A presto sentirci,

Gaetano