Non ci credo

Premessa

L'ho letto troppe volte su vari social, questo tipo di annuncio sponsorizzato, per non parlarne con chiarezza: io non ci credo!

VUOI NUOVI PAZIENTI?

FACCIAMO TUTTO NOI!

Bene questo annuncio, letto così com’è è agli antipodi della mia concezione di web marketing.

Forse sbaglio io, del rincojonimento se ne accorgono gli altri non tu, ma dietro questo slogan vi trovo tre ipotesi:

  • Hanno ragione loro ed io sono un analfabeta digitale
  • Lo slogan è nato per fregare gli analfabeti digitali
  • Dietro vi è solo il nulla

Ed io propendo decisamente per questa terza ipotesi, come spiego in seguito.

IPOTESI a)

Sull’ipotesi a) sorvolerei, una delle regole del management è essere sempre cosciente di quello su cui non sei esperto.

Da manager avevo collaboratori tecnici al mio fianco per trasformare la strategia in operatività, oggi da consulente per tutti gli aspetti operativi in cui non sono specializzato opero nello stesso modo: con la delega operativa, selezionando esperti di valore, fornendo loro gli obiettivi da perseguire e seguendo poi le loro indicazioni operative.

Parlando di internet ho selezionato un paio di webmaster per i siti, un’agenzia per la lead generation, chi sa fare controllo di gestione o immagine coordinata per quanto riguarda il management classico.

IPOTESI b)

Chi si affida totalmente agli altri?

Di solito lo fa chi capisce poco del problema, quando un meccanico mi parla di qualcosa riguardo la mia autovettura io accetto acriticamente il suo parere.

(Ovviamente cercando di operare a livello preventivo: scegliendo bene il meccanico).

Si affida agli altri anche chi è nella cacca, dopo averle provate tutte, o almeno credendo così, la disperazione ti induce a prendere caramelle anche dagli sconosciuti.

Attenzione, controlla se la scatola è piena o vuota, controlla la competenza di chi te la offre.

Oggi sugli sconosciuti si può scoprire molto, basta cercare e navigare un po’.

I pirati moderni non espongono la bandiera nera con il teschio.

Anzi proprio non espongono nulla, non appaiono con nome e cognome ed è questo che ci deve preoccupare.

IPOTESI c)

Io quando leggo questi messaggi vado sempre a capire chi vi è dietro, la compagnia, le persone.

Chi opera nel web promettendo agli altri visibilità dovrebbe lui per primo avere un profilo pubblico molto esaustivo.

Una presenza su LinkedIN, un sito o almeno un blog. Almeno un profilo su Google Business!

Di chi vi sia dietro questo ultimo annuncio che ho letto “Facciamo tutto noi” si sa nulla, premi sopra e ti chiedono numero di telefono e mail per ricontattarti.

Chi lo farà? Non è dato saperlo.

Tenere gli occhi chiusi aspettando un regalo può essere molto bello. O assai pericoloso, se non sai chi hai di fronte.

NON CI CREDO

Non credo esista un diplomatico nigeriano che mi rimanda un milione di euro se ne invio a lui 10.000€, che Laetizia Castà sia disperata perché non riesce a contattarmi e che i pazienti dal web nascano spontaneamente.

Lo dico perché è da anni che nelle mie consulenze garantisco i risultati del marketing interno e spiego che invece per andare a fare web marketing servono molto più tempo e denaro.

Servono 6 mesi di attività e 9.000€ spesi cum grano salis.

Ti spaventa?

Non dovrebbe, un impegno serio, un progetto duraturo necessita di tempo e investimenti per rendere.

L’attività competente è sempre redditizia.

Le riconosci subito le persone competenti, non fanno promesse prima di averti ascoltato, usano un metodo solo dopo avere fatto una corretta diagnosi del problema.

Soprattutto: remano forte al tuo fianco.

Trovare la competenza

Trovare la competenza non è facile nel marasma di proposte farlocche, io solo da qualche mese ho delle certezze in più, da quando finalmente sono riuscito ad inserire nel mio hub anche la casella:

 “agenzia di lead generation” 

con un’azienda che mi dà fiducia e concreti risultati.

Ma solo dopo aver lavorato in tre agenzia-cliente-io per impostare una campagna efficace.

Solo dopo aver ascoltato il cliente e capito il suo target di pazienti, coinvolgendolo in un messaggio finale che non è generico, ma lo rappresenta.

Insomma “FACCIAMO TUTTO NOI” lo dico mai.

È una balla colossale e in questo sono all’antica, le bugie non mi piacciono.

A presto

Gaetano


Parliamo di web?

Scrivo poco di web

Non perché ritenga che il web marketing sia inutile, ma perché è argomento in cui poi le azioni esecutive sono da tarare con molta oculatezza, avviso importante: il web costa caro!

Non fosse così tra gli uomini più ricchi al mondo non vi sarebbero Zuckerberg, il creatore di Facebook, che è teoricamente gratis per gli utenti, o i due inventori di Google, anche quello completamente gratuito.

Inoltre il web è ancor oggi il Far West del marketing, un luogo virtuale dove oltre a brava gente ci incontri un bel po’ di banditi.

Perché è facile e poco costoso fare un mini sito, od una semplice landing page e promettere:

“da giungo (errore reale nell’annuncio) a settembre abbiamo aiutato 900 nuovi pazienti”.

Poi cerchi chi vi è dietro e spesso trovi NESSUNO, ovvero non vi sono nomi di persone e non capisci chi sia a farti tale mirabolante promessa e come possa mantenerla.

Io per mestiere, mi iscrivo, chiedo, guardo chi vi è dietro le testimonianze e quasi sempre sento un lieve odore di balle, e non sono di fieno.

Il web è indispensabile

Il che non vuol dire che il web non sia uno strumento utile per ricercare nuovi clienti: lo è.

Il problema è nel fatto che è uno strumento molto potente e non funziona se a manovrarlo non vi sono competenza ed “abili mani”.

Io non so quanto spenda il titolare di Tao Patch in pubblicità web, ma vederlo ogni volta che apro 8Pool (giochino sulla smartphone) mi dice che un algoritmo mi ha scambiato per un dentista e questo è capibile, il settore di attività è quello.

Mi dice inoltre che quel algoritmo è un rompiballe perché alla quarta pubblicità di fila il brand mi risulta assai poco simpatico e che soprattutto il titolare di Tao Patch con me ogni volta butta via dei soldi.

NB stiamo tra l’altro parlando di un prodotto che conosco ed è ottimo.

Il web costa, ad ogni clic, per cui meglio che vi dedichi un vero esperto.

Ai pochi clienti che gestisco io dico sempre di essere un HUB, il mozzo a cui sono collegati una serie di ottimi professionisti selezionati nel tempo, tra cui anche chi si occupa di fare siti e chi di lead generation, ricerca di clienti.

Sono stati i colleghi più complessi da selezionare!

Sulla lead generation poi il Far west è assoluto: tu sei Fort Alamo e fuori c’è il mondo che vuole i tuoi soldi.

Il web arriva dopo

Dopo la diagnosi della situazione dello studio, del suo livello di management organizzativo.

Dopo la definizione della Vision e della strategia operativa da perseguire.

Dopo aver sfruttato appieno il marketing interno, assai meno costoso e comunque redditizio.

Perché il web è uno strumento di marketing, non una strategia.

Un sito oggi è indispensabile, più delle pagine gialle di un tempo, ma non va fatto perché si deve, va pensato e creato per comunicare bene: oltre che i mali che curi, i desideri che avveri.

Una campagna di lead generation fatta bene apre le porte a una dozzina di qualificati clienti al mese, che sono assai meglio di 90 casuali.

Fosse anche vero, non lo è, siamo franchi: davvero uno studio mono professionale normalmente avviato, è in grado di eseguire 90 ore di nuove visite al mese senza mandare in crisi tutta l’organizzazione?

Lo dico simpaticamente: o prima era sede di tornei di briscola tra il team oppure fissa appuntamenti a qualche mese.

Sei pronto?

Un ottima campagna web ti porta nuovi clienti, richiedendoti un certo investimento.

Sei preparato a sfruttare al meglio queste prime visite, con una procedura formalizzata ed efficace di:

  • Accoglienza attrattiva
  • Visita Clinica convincete
  • Transazione persuasiva
  • Mantenimento futuro del paziente?

Sei organizzato per chiudere almeno l’80% dei preventivi che proporrai?

Perché la mia esperienza mi dice che la prima visita quasi mai è organizzata con metodo per realizzarla nel modo più attraente.

Che la media di chiusura preventivi è mediamente del 65%, invece di un auspicabile 80% che invece consegue una segretaria, una DOM preparata e che ha avuto un adeguata formazione in merito.

(Il mio corso al riguardo è sempre fonte di stupore prima e forte cambiamento nelle proprie procedure poi.)

Considerazione finale

Interessati pure al web, alcuni testi utili li trovi nella foto d’apertura e fanno parte della mia personale biblioteca di saggi (che si rinnova costantemente, perché il web oltre tutto è rapido nelle sue evoluzioni).

La strada migliore però resta quella che ripeto un post sì e l’altro anche:

Fai solo l’odontoiatra e l’imprenditore, quello che decide!

Lascia perdere l’illusione di volere fare tutto tu, anche il manager.

Trovati o forma un manager interno, un DOM, che si assuma il carico di tutta l’attività pratica extra clinica, corsi per DOM ve ne sono un sacco ed anche il peggiore è meglio di niente.

Poi organizza lo studio perché sia una macchina che gira al meglio, solo a questo punto rivolgiti al web: allora ne ricaverai beneficio.

Perché sarà strumento che il tuo studio saprà manovrare.

Assieme al tuo consulente di fiducia, se credi.

PS

Ti ricordo che il mio intervento di coach si definisce “Marketing Strategico Breve” perché non servono mesi di lavoro per rendere efficiente uno studio mono professionale composto da un titolare, 2 o 3 collaboratori clinici, un paio di ASO e segreteria.

Serve fornire metodo e formazione idonea a farlo camminare da solo.

A risentirci,

Gaetano


Sai gestire i LEAD?

Ho accennato in un post precedente al fatto che dopo molte ricerche e delusioni sono finalmente riuscito a realizzare una proficua relazione con una web agency specializzata in Lead generation: generazione di nuovi potenziali clienti.

Ovviamente ho ricevuto molte domande su nome, indirizzo, mail e anche telefono della società.

Ho risposto a tutti che questo è un approccio sbagliato.

Nessuno è "nato imparato" ed utilizzare le stesse tecniche per esigenze diverse come quelle di un supermercato, di un'assicurazione o di uno studio odontoiatrico è scorretto e soprattutto non redditizio.

Non siamo degli imbonitori!

Dopo avere selezionato l'agenzia tra la miriade di proposte che circolano sul web, alcune che si propongono con promesse fantasmagoriche, abbiamo investito assieme tre settimane per elaborare un progetto operativo efficace per uno studio odontoiatrico mono professionale.

Trasferendo loro il mio profondo know how sul settore dentale, spiegando regole ed etica della "pubblicità" in ambito medico, evidenziando talenti e caratteristiche del primo studio con cui abbiamo iniziato l'attività, preparando dei testi armonici ed attrattivi per le campagne su Facebook, Istagram e Google..

Perché, a dirla chiara non è che trovi un buon consulente e poi fa tutto lui.

Io sono un buon coach in management e marketing odontoiatrico, ma durante le mie consulenze il team dello studio non è che sta li guardarmi mentre agito una bacchetta magica e faccio il miracolo: inizia a collaborare!

In un progetto spesso originale nei modi in cui si esplicita, perché adotta un metodo rigoroso e professionale, ma operando assieme.

Il team è fondamentale

Ritengo sia questo il modo migliore per trasferire una competenza duratura. Consentendo allo studio di intraprendere una strada di migliore e maggiore successo, impadronendosi di una competenza condivisa ed acquisita da tutto il team.

Allo stesso modo funziona anche l'attività marketing sul web, anzi funziona solo se prima la tua organizzazione interna è preparata a gestirlo.

La lead generation è il secondo step

I LEAD vanno gestiti

I Lead che provengono da Facebook sono risposte di pazienti potenziali che, attratti da un tuo messaggio, ti forniscono il loro numero di telefono, disponibili per essere contattati.

Sembra tutto facile e bello, ma è importante anche la loro qualità, anzi lo è più della quantità.

Sarei in grado pure io di procurarti qualche centinaio di contatti al mese, dato che in troppi espongono in modo fraudolento spacciandolo per il risultato principale da ottenere, ma per te sarebbe un pessimo risultato.

Ho già visto agenzie che procuravano contatti senza curarne la qualità, la profilazione corretta, ho già sentito fare 30 telefonate e scoprire che 29 non si ricordavano neppure di avere risposto all’inserzione, erano a 200 km di distanza dallo studio o semplicemente erano interessati a:

“voi la fate l’igiene orale a meno di 40€?”

Questi non sono veri Lead, contatti potenziali ed interessanti, sono perdite di tempo con nessun ritorno economico.

Una buona agenzia ti fornisce invece lead profilati perché vicini a te ed interessati, con una specifica landing page a scremarli, ti procura persone che cercano risposte e soluzioni non solo prezzo.

I LEAD vanno convertiti

Altro aspetto da non sottovalutare è la capacità attrattiva dello studio, la sua competenza nel chiudere i preventivi e convertire un contatto potenziale in un paziente.

Troppo spesso, quando chiedo informazioni sulle risorse disponibili nello studio, DOM-tempo-clinici, la risposta semplicistica è:

tu mandami i clienti che poi vedrai che in qualche modo li sappiamo gestire.

Poi il titolare preferisce dedicarsi prima ad implantologia e protesi, che rendono, ed i collaboratori le prime visite gratuite non vogliono farle: tempo perso!

Di conseguenza gli appuntamenti vengono presi a 15/20 giorni di distanza, perché lo studio non è attrezzato per una gestione dinamica della agenda: clienti insoddisfatti ancor prima di diventare tali.

Infine la DOM chiude solo il 65% dei preventivi, gettando al vento investimenti ed opportunità.

Trovare contatti interessanti è il secondo step di una campagna marketing pensata per incrementare il numero dei pazienti, il primo è:

Organizzare e rendere competente la propria struttura.

Poi si può fare tutto, male però e sprecando risorse economiche ed umane.

In conclusione

Vuoi avere decine di contatti a poco prezzo?

Sul web trovi decine di ragazzotti che te lo promettono, senza competenza specifica o competenza dimostrabile: è facile e ti sembrerà di pagarli poco.

(PS Io uso sempreguardare i curricula su LinkedIN per capire l'esperienza reale e dimostrata di chi dice di essere in grado di raggiungere risultati meravigliosi).

Vuoi un progetto serio e redditizio?

Allora devi prevedere di investire, circa 10.000€ nei sei mesi iniziali del progetto.

Con un’azione preliminare di marketing interno per rendere attrattiva e preparata la tua struttura.

Poi come sempre quando operi bene i risultati arrivano.

Io quest’anno posso dare consulenza manageriale e risultati a massimo tre nuovi studi.

Contattami se vuoi essere uno di questi.

A presto sentirci

Gaetano


blog gaetano toffali

Essere social. Quasi semplice, te lo spiego.

Hai scelto di essere sui social?

Non ti rimane altro che essere social.

Michela Toffali Marketing & Public Relations Manager

Hai letto il post precedente, che spiegava cosa sono i social media e quali sono gli interessanti per te?

Bene, adesso esaminiamo ecco come si comporta il perfetto professionista del dentale 2.0.

È online

Sembra una ovvietà ma avere un social media e non trascorrere abbastanza tempo online è l’errore più frequente in cui tanti professionisti incappano.

Essere online non vuol dire solo “postare”: significa monitorare, rispondere in real-time, osservare cosa dicono i vostri pazienti e – perché no – dare pure una sbirciatina a cosa fanno i colleghi.

Insomma, ogni lasciata è persa, soprattutto se si pensa a come il customer service si sia spostando inesorabilmente sempre più su questi strumenti online.

Non è raro infatti che i pazienti utilizzino i messaggi o i commenti su Facebook come mezzo tramite cui chiedere informazioni e delucidazioni. Immaginatevi quindi il loro disappunto nel non ricevere risposte in tempi ultra veloci solo perché voi online ci andate troppo raramente.

Non si richiede una presenza 24/7, ma sicuramente una controllatina almeno un paio di volte al giorno va data.

Costruisce una relazione di fiducia

I social media non sono altro che il nuovo anello della catena di PR che probabilmente avete già attivato: la chiamata per ricordare l’appuntamento, il recall successivo per verificare se tutto procede bene, l’invio degli auguri di Natale, la chiacchierata prima di iniziare l’intervento.

Sono tutte cose che già fate no? Anche i social media svolgono la stessa funzione: ricordare ai vostri pazienti che ci siete, che siete disponibili, che vi interessa della loro salute e volete creare un rapporto di fiducia duraturo con loro.

Pianifica un calendario delle pubblicazioni

Sicuramente in studio avete una agenda dove segnate gli appuntamenti con i vostri pazienti: fondamentale per voi per gestire al meglio il vostro tempo e indispensabile per loro per essere sicuri di ottimizzare trattamenti e interventi. Ecco, sui social vale lo stesso principio: ci vuole organizzazione, un calendario su base settimanale o mensile che vi permetta di programmare le uscite, i post, gli aggiornamenti. Non ha senso avere una pagina Facebook per lasciarla vuota, come non ha ugualmente senso aprire un account Twitter per inviare tweet a casaccio.

Investite qualche ora del vostro tempo per decidere cosa andrete a comunicare e con che cadenza: ogni mattina all'apertura dello studio, oppure ogni lunedì in pausa pranzo, saprete che avete questo “appuntamento” online e sarete sicuri di mantenere attiva la vostra presenza sul media di riferimento.

Ci tiene al suo aspetto (online)

Tutte le ricerche e gli studi lo dimostrano: una foto o un bel video richiamo molto di più l’attenzione di un semplice testo, per quanto sia ben scritto. E per molto di più non intendo qualche visualizzazione extra, intendo qualcosa che si aggira intorno ad un aumento del 92%, con relativo incremento esponenziale di “like”, condivisioni e commenti.

Ovviamente, parlando di un settore dove la protagonista è una “bocca spalancata”, bisogna scegliere con cura le immagini onde evitare di impressionare un pochino troppo chi vi segue dall'altra parte dello schermo.

Avete un bello studio? Iniziate fotografando quello!

Gli interni curati, la sala d’aspetto accogliente, l’angolo per i bambini, il bel sorriso della vostra receptionist al banco accettazione: le foto parlano di voi, e delle belle immagini raccontano ai clienti la vostra attenzione ai dettagli e al loro comfort. È esattamente la stessa logica per cui scegliate un determinato camice o una particolare mascherina: perché anche l’occhio vuole la sua parte e la cura nelle piccole cose fa la differenza.

Anche scatti delle sale dove avvengono i trattamenti sono “socialmente” utilizzabili: le foto delle poltrone, del vostro team, delle strumentazioni possono rassicurare il paziente e dimostrare il vostro essere al passo con i tempi.

Volete proprio mettere qualche foto di fauci aperte con una sfilza di denti in bella mostra? Ok, fatelo, ma ricordatevi che a volte l’eccessiva condivisione di informazioni potrebbe essere controproducente.

Se proprio non resistete, potete postare qualche foto sobria del “Prima & Dopo”, oppure foto di clienti al termine della seduta (giusto per far vedere che si sopravvive anche al trattamento canalare). Ovviamente, ricordatevi di far firmare loro una liberatoria per la privacy, anche online le norme per il trattamento dei dati personali rimango le stesse.

Cavalca l’onda

Se c’è un avvenimento particolare sulla bocca di tutti, sfruttatelo! È Halloween e i bambini si ingozzeranno di caramelle? Ottimo, ricordate alle loro mamme di portarli in studio la settimana successiva per un controllo di routine prima della successiva ondata di zuccheri natalizia.torrone e denti Hanno appena nominato i vincitori degli Oscar? Perfetto, anche voi potete aiutare i vostri clienti ad avere un sorriso a prova di red carpet grazie all'innovativo trattamento vattelapesca. Arrivano le strenne natalizie e avete paura ad addentare il torrone? Nessun problema, perché tanto il vostro studio sara’ in grado di prevenire (e alle brutte riparare) i danni.

Insomma, se c’è un avvenimento, una festività, un fatto di cronaca di cui tutti parlano, perché non approfittarne per legarlo ad un vostro messaggio informativo o promozionale? Un’idea simpatica e un approccio professionale potrebbero addirittura trasformarlo in qualcosa di virale, con tutti i benefici del caso.

Pubblica contenuti che invoglino alla condivisione

Siamo tutti d’accordo: il vostro scopo principale è fare business. Detto questo, non potete utilizzare i social media sempre e solo come una passerella auto celebrativa dove descrivete quanto siete bravi e quanto è bello il vostro studio. Questo approccio può funzionare la prima settimana, dopodiché nessuno vi seguirà più. Perché? Per lo stesso motivo per cui voi non comprereste un giornale in cui c’è solo pubblicità: semplicemente, la mera promozione non è utile a chi legge e non da’ alcun vantaggio al nostro interlocutore. Un buon consiglio sull'igiene orale, un video su come utilizzare lo spazzolino elettrico con i bambini, qualche trucchetto su come mantenere candidi i denti o i vostri suggerimenti su come gestire la paura della poltrona: post di questo tipo non sono solo interessanti, sono anche perfetti per la condivisione.

Incentiva e premia chi lo segue

Un altro trucchetto che può rendervi molto social è postare di tanto in tanto delle speciali idee valide solo per chi vi segue online (facendo attenzione alle regole giuridiche ed etiche che regolano la pubblicità medica), oppure una piccola competizione che permetta di vincere un qualsivoglia benefit.

Dopo questa veloce panoramica, siamo tutti d’accordo su una cosa: i social media sono uno strumento di promozione potentissimo, ma il risvolto della medaglia è che – affinché portino dei risultati – richiedono un investimento in termini di tempo e strategie.

C’è l’indubbio vantaggio di poter aumentare la vostra popolarità grazie a post azzeccati o attraverso i contenuti generati dai vostri followers. Oltre al fatto che “esistere” sulle varie piattaforme social vi aiuta ad aumentare la vostra visibilità i termini di SEO (Search Engine Optimization): tradotto in termini semplici, se io paziente che cerco disperatamente un odontoiatra cerco su Google digitando “dentista Verona”, gli studi che oltre al sito internet hanno anche delle pagine sui social media saranno i primi ad apparirmi nel lungo elenco dei risultati della mia ricerca.

Un ulteriore aspetto da tenere in considerazione è che, come lo siamo noi, anche i pazienti sono sempre più social. parole

Le persone amano condividere sul web: foto, pensieri, video. Anche i più riservati davanti a una tastiera si trasformano in leoni e si sciolgono in fiumi di parole. Ma c’è una cosa che la gente ama ancora di più: riversare online le esperienze negative, le critiche, le invettive. Insomma, quando abbiamo la possibilità di parlare male degli altri non ce la lasciamo scappare. Se poi si tratta di sputare veleno su un servizio che abbiamo pagato (talvolta caro prezzo), praticamente diventiamo implacabili. Internet su questo è realmente democratico; e tutta questa libertà a volte può presentare un conto salato in termini di danni alla reputazione professionale.

Quindi, io ogni tanto un’occhiatina a cosa dicono di noi online la darei: una bella indagine sui motori di ricerca usando le keywords giuste (nome e cognome, oppure il nome dello studio) e in un solo click si diventa consapevoli di come i clienti ci percepiscono, dei feedback che condividono e, in caso di recensioni negative, abbiamo se non altro la possibilità di rispondere adeguatamente e monitorare la situazione.

Grazie per l'attenzione

Michela Toffali

Grazie a Michela per i suoi consigli, seguirli porterà indubbio risultato.

Grazie a te per il tuo interesse, tieniti informato sui nuovi post visitando le mie pagine Facebook o LinkedIN

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Chiamami, una mezz'oretta al telefono la dedico volentieri a te

Gaetano

33423204997 (ideale sarebbe un whatsapp con un paio di orari alternativi in cui sei libero, così prendiamo appuntamento)


pronto per essere social

Immagina te nel Web. Vuoi?

Essere o non essere web social?

Michela Toffali Marketing & Public Relations Manager

A cura di Michela Toffali, prima parte: quali social?

Se il 2001 resterà sempre celebre per la famosa Odissea nello Spazio, che possiamo dire del resto degli anni Duemila ad oggi? Beh, l’Odissea in questo caso è nel mondo dei social media, non ci sono dubbi.

Perché’ – diciamo la verità – oggigiorno siamo tutti molto social: apriamo più pagine Facebook che libri. E poi twittiamo, tagghiamo, postiamo, condividiamo, linkiamo. Insomma, le nostre vite private si amplificano nel mondo 2.0 del web, e quelle lavorative le seguono a ruota.

Tutto bello, tutto moderno, tutto a costo zero (su questo punto ci sarebbe da aprire una parentesi, e la apriremo tra pochissimo).

Se parliamo di business e web social media, però, l’immagine che ci appare innanzi non è proprio quella di un matrimonio idillico tutto torte a piani e zuccherini. Diciamo che più che altro a me vengono in mente i mitici Sandra e Raimondo della celebre sit-com Casa Vianello: accoppiata incredibile e di successo, ma che fatica farla funzionare.

Perché’ la verità è che non tutti i social media hanno una vocazione business; e non tutti i business hanno una vocazione social.

Può uno studio odontoiatrico comunicare – e acquisire nuovi pazienti – attraverso i social media?

Certo che può, ma ad una condizione: se si sceglie questa strada, bisogna mettere in conto di dedicarci tempo e risorse (non necessariamente economiche. ma certamente risorse umane, che comunque hanno un costo).

Non si può essere online part-time, o meglio, si può anche farlo, ma se poi la media delle pagine Facebook è di una tristezza sconfinata e soprattutto inefficace... beh, sapete il perché’!

Se non avete il tempo, la voglia, i contenuti, abbandonate ogni mira espansionistica nello spazio 2.0 del web e restate felicemente nel mondo reale: piuttosto di una pagina tristerella, con aggiornamenti sporadici e pochi fan... meglio non avere alcun social media!

I social più adatti

Avete deciso che ci volete provare? Avete individuato qualcuno nel vostro staff che se ne può prendere cura (o un consulente esterno che lo farà per conto vostro)? Ottimo, è il momento di entrare nella scena e diventare web social.

Ma quale piattaforma utilizzare? Ecco alcuni suggerimenti base per iniziare a familiarizzare con la vostra community di pazienti online.

BLOG

Il blog è il fratello giovane e dinamico del vostro sito internet: vi permette di condividere con semplicità informazioni, novità, immagini e quant'altro senza “sconvolgere” il web istituzionale. Il blog può essere gestito direttamente da voi o dal vostro team, oppure potete ricorrere ad un aiuto esterno: l’importante è essere costanti nella pubblicazione delle notizie, che deve essere almeno a cadenza settimanale.

La domanda è: che contenuti pubblicare sul blog? Rispetto a Facebook o Twitter, il blog ha un vantaggio: potete scrivere tanto e approfondire argomenti che in un tweet non avrebbero spazio. Quindi via libera ad articoli che possano educare i pazienti, promuovere servizi che vi differenziano dai vostri competitors, dare maggiori informazioni sui specifici trattamenti oppure divulgare tematiche generali particolarmente care ai vostri pazienti (e chi meglio di voi sa cosa vorrebbero sapere).

FACEBOOK

Facebook è lo strumento ideale per condividere immagini, aggiornamenti, promozioni ed eventi. Ovviamente, quando dico Facebook non intendo che dovete utilizzare il vostro profilo personale bensì pagina business ad hoc. Non l’avete? Createla.

Ovviamente, una volta che la pagina e’ attiva, informate i vostri pazienti (basta anche un semplice cartello in studio) e chiedete loro di aiutarvi a raggiungere nuovi fan.

(Facebook, Instagram e WhatsApp fanno parte dello steso gruppo, tieni bene a mente che già oggi i primi due sono connessi).

TWITTER

Twitter è perfetto per messaggi rapidi: niente testi infiniti, pochi caratteri e si va dritti online. Un suo punto di forza è inoltre quello di poter connettervi velocemente anche con altri colleghi, fornitori o professionisti del vostro settore citandoli semplicemente nei vostri tweet con @nomeaccount. Anche l’utilizzo del #hashtag può rivelarsi interessante, ma fate attenzione prima di utilizzarli, soprattutto se si tratta di #hashtag virali (giusto per essere sicuri di conoscerne l’origine e il significato). Di solito Twitter è l'account meno formale, quello in cui si parla un po' di tutto.

YOUTUBE

Nell'era digitale, il video è decisamente lo strumento di comunicazione per eccellenza. Youtube ne è la prova: non è solo un contenitore sconfinato di clip di vario tipo, ma è diventato un vero e proprio motore di ricerca, secondo solo a Google. Una volta aperto un canale Youtube, potete caricare video di diverse tipologie: dimostrazioni di trattamenti, testimonianze di pazienti, presentazione del team, suggerimenti e consigli. Consiglio spassionato: attenzione ai video (o alle immagini) troppo realistici... siete davvero sicuri che chi deve sottoporsi ad una terapia canalare voglia davvero conoscerne ogni doloroso dettaglio?

PINTEREST e altri social di photosharing

Su Pinterest le immagini diventano un modo per dire qualcosa di più: che si tratti di buone pratiche, di consigli Step-by-Step o di tour fotografici alla scoperta del vostro studio, ricordatevi di creare degli album tematici che seguano un fil rouge e raccontino una storia. In questo tipo di social media, come nel caso di Istagram o Flick, è necessario avere a disposizione delle foto ben fatte, di buona qualità e alta risoluzione: se non avete materiale fotografico e non siete in grado di scattare immagini degne di apparire in bella mostra sulle vostre bacheche, lasciate perdere questi canali perché’ immagini scadenti possono solo che essere che controproducenti.social

Sei pronto per essere social?

Michela ti fornirà utili informazioni nella seconda parte del post: essere social.

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Gaetano