Parliamo di strategia?

Faccio sempre una gran fatica quando contatto un odontoiatra la prima volta: non sono capace a fare furbe promesse.

Eppure la mia lunga esperienza in azienda, dove la concretezza è legge perché quello che conta è il risultato, dovrebbe essere un indicatore chiaro per chi mi chiama: Gaetano è un manager concreto.

Invece tutte le volte che dico che prima di parlare di come si fa ad avere più pazienti nello studio, bisogna capire alcune cosette, come la propria Vision & Mission, il livello di marketing “non organizzato” che è in atto ed analizzare la struttura organizzativa, sembra io parli di teorie filosofiche astratte.

E’ per questo che anche il corso che tengo per IdeaDana sul marketing si chiama semplicemente “Generare nuovi clienti”, chiamarlo come nella ipotesi che da il via a questo post sarebbe assai più corretto, rispetto al suo contenuto, ma verrebbe nessuno.

Poi chi vi partecipa finisce le giornate assai contento, questionario finale dixit, perché di cose ne apprende un sacco e poi condivide almeno due basilari concetti:

  • che il marketing è trasversale e “mette becco” in tutti gli ambiti dello studio, l’intero team deve quindi esserne coinvolto
  • che i risultati non giungono grazie a qualche buona idea, ma solo con l’applicazione costante e perseverante di un metodo

Poi il mio corso, basato sulla esperienza di manager, può essere più o meno utile di quello proposto degli altri 137 “colleghi dentisti” che propongono idee e soluzioni basate sulla loro esperienza, questo lo dirà il tempo.

Che come si sa è galantuomo e finora mi ha sempre voluto bene e mantenuto in attività.

Poi arriva il neuro

Confesso i primi studi sul neuro marketing mi avevano lasciato perplesso, non per la convincente teoria che ne è alla base, ma quanto sulla possibilità di un’applicazione pratica, sopratutto per chi propone marketing a piccole realtà, dal punto di vista economico.

Poi però in un circolo virtuoso le teorie del neuromarketing che ho iniziato a coltivare si sono mescolate con quelle precedenti sui tre cervelli di Mc Lean ed con le più recenti riguardanti l’intelligenza linguistica.

Consolidando la bontà della mia concezione umanistica del marketing.

In tutte queste evoluzioni ho trovato supporto e conforto all’intuizione originale del marketing tucentrico che propongo ed alla sua efficacia metodologica.

Chi ha letto il mio libro, che racconta di marketing non di odontoiatria e chi mi conosce personalmente sa che non sono affatto un dogmatico e che invece spingo costantemente me stesso e gli altri verso la massima apertura mentale.

Perché a volte ci fidiamo troppo di pesanti credenze radicate, che ci impediscono di cogliere i cambiamenti del tempo e funziona meglio se le abbandoniamo.

Da almeno una decina d’anni tutta la nuova realtà del marketing, spinge sempre più verso una visione meno tecnicistica del suo agire, meno legata ai numeri delle ricerche di mercato e più attenta alla comprensione dei sentimenti.

In un’ottica omni comprensiva che addirittura abbina la parola “psico” ad una disciplina che pareva tipicamente scientifica e basata solo sui freddi numeri: come l’economia.

Invece ormai è palese che è in atto un profondo mutamento nei rapporti tra chi propone e chi acquista e che, anche nella pura vendita, espressioni come:

  • andare a caccia di clienti
  • fare abboccare nuovi pazienti

partono da un concetto errato: che vede il paziente/ cliente come una preda e chi li ricerca come un cacciatore. In un rapporto competitivo.

Che però sottovaluta la rivoluzione anche culturale originata dal web e dalla massa, a volte esagerata, di informazioni che tutti ormai abbiamo a disposizione.

Oggi anche Pinocchio sarebbe meno ingenuo o disinformato e non si farebbe fregare facilmente da quei due.

Cooperazione

Cooperazione significa farlo assieme.

I pazienti vengono da te non perché sai vendere bene la tua merce, tanto meno per ragioni economiche: vengono perché, casualmente o scientemente proponi quello che desiderano.

D’altro canto non tutti i pazienti vengono da te, quelli che ti scelgono sono quelli che hai “chiamato” con la tua comunicazione, sono il tuo “target selezionato” -come direbbero quelli bravi- sono coloro che condividono con te quei valori di Vision & Mission di cui si chiacchierava prima.

Per cui prima di iniziare con le tante cose belle e pratiche che puoi trovare nei manuali operativi dei tuoi colleghi -io ho letto con apprezzamento e consiglio quelli di Beretta, Massaiu, Salzano e Tirone– fai quella migliore: mettiti d’accordo con te stesso su cosa vuoi dalla tua vita.

Poi cercati un team che dia vento alle tue ali, ama i tuoi pazienti applicando un marketing TUcentrico e continua ad amare la tua professione: quella che offre felicità a chi viene da te.

A presto sentirci e putacaso vederci, in qualche corso che mi organizza IdeaDana o per capire come ti può essere utile una consulenza di coaching personale.

Gaetano

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