Il digitale è un invasore?

Questa foto rappresenta la linea Maginot, un lavoro enorme di trincee, caserme, armamenti e postazioni difensive realizzata in Francia dal 1928 al 1940.

Opera enorme e costosissima, nata per proteggere da assalti frontali dei nemici e che servì a nulla, perché l’avanzata dei tedeschi nel 1940 semplicemente la ignorò, aggirò e rese inutile.

Creare una linea Maginot è una metafora che indica usare metodi vecchi contro tecnologie nuove, fallendo ovviamente.

Spesso negli studi odontoiatrici questa Maginot, ammantata da cospicue giustificazioni razionali, è innalzata contro la tecnologia digitale, come quella storica questa è una scelta che parte già perdente e non la fermerà.

La causa di tutto è il diffuso analfabetismo digitale vigente nell’ambito dentale, solo meno del 60% degli studi possiede un programma gestionale e l’80% e oltre lo utilizza solo per la gestione dell’area clinica:

  • Agenda
  • Cartella clinica
  • Fatturazione

Rinunciando alla funzione fondamentale di un gestionale, di un data base: che è appunto il fornire dati agglomerabili tra loro in varie modalità.

Vi sono studi che pur avendo un gestionale:

  • Utilizzano l’agenda cartacea per segnarsi velocemente l’appuntamento telefonico
  • Utilizzano la cartella cartacea per poi inserire i dati in quella digitale solo a conclusione del lavoro
  • Hanno armadi pieni di cartelle cliniche e similaria, su cui spendono costose ricerche

E nella maggior parte dei casi è un modus operandi, un’abitudine che parte dal basso, segretaria e ASO, dal desiderio di non affrontare quello che viene visto come un complesso cambiamento, un lungo lavoro di adeguamento, un emerita scocciatura da parte degli operatori.

Sono tutte balle.

Il digitale conviene?

Ho accompagnato vari studi fuori dai chili di carta e il risultato è sempre stato: meno lavoro inutile per tutti, più tempo per dedicarsi a proficue attività di valore.

Più soddisfazione professionale.

Oggi uno studio efficiente ha tutto digitalizzato, anche i consensi, basta dotarsi di una firma elettronica.

Il liberare gli armadi dalle scartoffie non è un’impresa titanica, quando fatto con metodo intelligente, ma solo un obiettivo a tempo che si trasforma in opportunità di potente marketing.

Questo però prevede una condizione indispensabile: che tutto il team ne sia coinvolto.

  • A partire dai clinici che debbono imparare anche l’utilizzo comunicativo di telecamera, fosfori, CBTC. LASER e scanner digitale.
  • Con le ASO a condividere la scelta di una gestione digitale come la più rapida ed efficiente.
  • Con il DOM che utilizza il gestionale in modo professionale, anche per le analisi di marketing o CDG e non solo per la fatturazione.

Argomento lungo e importante quello sulla digitalizzazione, che ormai permea ogni aspetto dell’attività nello studio: a partire dalla procedura di Prima Visita, quella che assicura il futuro dello studio.

Argomento che però va affrontato a viso aperto ed accettato, non come inevitabile, una cosa che purtroppo ci tocca fare, ma come elemento positivo che libera tempo inutile.

Ne parliamo?

Gaetano

Ps

Finisco con una delle mie affermazioni ruffiane.

Se pensi di essere ad un buon punto nella organizzazione digitale dello studio, pur senza avere mai avuto consulenti di management al tuo fianco, fai parte della stragrande maggioranza dei clienti che mi contattano.

E che assieme a me scoprono di utilizzare ancora un sacco di procedure arcaiche e dispendiose.

Chiama un professionista, che ci guadagni!

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