Cosa compone un’azienda?

La più grande catena di alberghi al mondo, AirBnB, non ne possiede uno.

Il maggior servizio di taxi, UBER, non ne ha e Just Eat sfama milioni di persone senza alcun ristorante a suo marchio.

Un’azienda può anche non avere magazzini, ma ha sempre risorse umane a gestirla, proporla, organizzarla, renderla una realtà operativa.

Un’azienda è sempre basata su un team, che opera per delega e responsabilità.

In alcuni casi vi è un leader che ne diventa l’icona pubblica, pensiamo a Jobs, a Musk o Bezos, ma nella loro dimensione operativa tutte le aziende hanno dei manager a presiederne le varie aree ed un team competente a gestirne l’operatività quotidiana.

Tutte le aziende hanno come ossatura portante una struttura manageriale.

L’alternativa “fo tuto mi” è in realtà un imbuto operativo ed un grosso ostacolo alla crescita.

Questa struttura armonica, nelle aziende migliori, crea e modella quello che viene definito lo spirito aziendale, quella condivisione della Mission immaginata dal suo leader, che idealmente accumuna in azienda persone con la stessa filosofia, gli stessi obiettivi.

A me è capitato con Revello, la mia prima vera azienda, quando ai suoi arbori eravamo quattro gatti che operavano nel solo Veneto, ma ci comportavamo come i leader di mercato, puntando ai massimi livelli qualitativi professionali: perché era quello l’obiettivo di tutti, la proprietà e i quattro gatti che ci credevano con forza, diventare la migliore azienda italiana del settore.

Sono moltissimi gli esempi in merito, un’azienda cresce e prospera se ha un leader con una Vision attrattiva ed un team coeso a realizzarne la conseguente Mission.

(per conoscere le mie Vision e Mission leggi questo breve post, le ho concretizzate visivamente nel concetto di marketing TUcentrico).

Uno studio odontoiatrico è un’azienda?

Ne ho scritto diffusamente in passato e la risposta motivata la sintetizzo qui: è un’impresa particolare, con forte valenza etica, ma sì è un azienda perché ha la redazione annua di un bilancio che lo certifica, nei casi migliori un budget ed un piano di management che la guidano.

Ovviamente uno studio con 3 o 4 dipendenti non ha tutte le esigenze e problematiche di chi gestisce milioni di euro di fatturato, ma è un pericoloso errore strategico pensare che la necessità di metodo ed organizzazione dipendano dal numero di individui che compongono la squadra.

Credere che sia superfluo un intervento per uno studio composto dal singolo titolare con le classiche 1 segretaria +2 ASO e un paio di collaboratori clinici a PI.

Il futuro degli studi odontoiatrici passa da qui: da un impostazione manageriale.

Anche perché tutti gli indicatori del mercato dentale indicano che la sopravvivenza dello studio tradizionale è decisamente ad alto rischio.

Che il mercato richiede investimenti in strutture e servizi impossibili per chi produce meno di 400/500.000€ all’anno.

(Nota bene ho usato di proposito il termine produce invece che fattura, la differenza tra i due termini è destinata inevitabilmente a calare costantemente e poi sparire).

Quindi costruire un team più strutturato ed operante per responsabilità, con una struttura manageriale, che cresca nel tempo e nei servizi non è una scelta ma un fine da perseguire.

Cominciando dal DOM: Dental Office Manager, per poi allargarsi a tutto il team, clinici compresi.

Come si costruisce un team?

Pur nella brevità di un post possiamo partire da tre presupposti di base:

  • I singoli devo essere capaci e competenze
  • Il team deve essere coeso
  • Il team ha bisogno di un leader

Anche sulla differenza tra capacità e competenza ho spesso scritto, sintetizzando:

  1. La capacità è predisposizione naturale (io bravo con le persone, tu con i numeri)
  2. La competenza è acquisire un metodo che potenzi le nostre naturali capacità.

Per questo quando, nelle consulenze, sento il titolare parlarmi con soddisfazione della sua segretaria, così brava con i clienti, spesso mi preparo ad una delusione.

Non per le capacità della segretaria, ma perché nel 90% dei casi la santa donna non ha mai fatto un corso di comunicazione, vendita, organizzazione e così rende al 50% delle sue potenzialità.

Una capace segretaria chiude il 65% dei preventivi: una competente DOM arriva all’85%!

(Ulteriore nota dolente, qual sia il dato consuntivo del suo studio lo conosce sistematicamente un 1 titolare su 2)

Ormai mi stufo a ripeterlo, ma prima di spendere soldi per il sito, la lead generation e altre ottime e necessarie iniziative devi effettuare l’investimento di base: quello sul team.

Quasi sempre è la qualità del team a produrre successo!

Minimo minimo la DOM deve saper gestire bene la Prima Visita, ed il team avere una conoscenza delle tecniche base di Comunicazione (il mio corso in merito si intitola una Comunicazione Con-Vincente e lo svolgo all’interno dello studio, per tutto il team).

  • Il team inoltre deve essere coeso, con il titolare.

Con il titolare perché se un dipendente non condivide la sua visione di come si deve operare allora l’efficacia operativa si abbassa brutalmente.

In troppe consulenze, nella prima fase diagnostica dei colloqui individuali, ho conosciuto titolari con una visione ambiziosa ed un team non coinvolto, che tirava a campare.

Una catena è forte come il più debole dei suoi anelli.

Un team non capace e tantomeno competente è una zavorra ad ogni tuo desiderio di crescita e cambiamento.

  • Il team deve essere coeso tra i suoi partecipanti.

Anche qui troppe volte ho assistito ad un pseudo “nonnismo” che faceva sfiorire le potenzialità delle persone. Con l’enorme indicatore luminoso a segnalarlo: un costante turn over del personale.

In questo caso un intervento esterno può essere la molla giusta per scardinare vecchie abitudini: un consulente si prende volentieri la colpa per le decisioni difficili ☺

Nella mia realtà ed esperienza ultra decennale di solito non sono necessarie azioni radicali e nell’80% dei casi intervengo e risolvo in prima persona, ma quando il team è complesso e la problematica è critica consiglio anche l’intervento di un esperto, come Sara Doneddu ad esempio.

Tutto questo però è teoria e solo una diagnosi in loco può capire se vi sia un problema e dove risieda.

Molto concreto però è il dato ineluttabile: un bravo leader sa che le sue ali volano meglio se spinte dal vento di un team competente ed affidabile.

Poi sulla differenza tra capo e leader vi sarebbe moltissimo da aggiungere.

In merito ho realizzato un succoso corso online di un paio ore, dedicato ai titolari di studio, perché anche in questo caso l’esperienza insegna che un leader competente è molto più felice di uno solo capace.

Contattami pure per ogni domanda

Gaetano

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