Premessa: ti riconosci in questo profilo?

Hai passato una vita a lavorare, con l’impegno e la gioia di realizzare qualcosa di buono. Oggi hai il tuo studio odontoiatrico e sei conosciuto e stimato, ma gli anni sono passati e inizi a chiederti cosa ne sarà della tua “creatura” dopo di te.

Perché non avrai solo un’attività da lasciare, ma davvero un’emozione forte.

Perché il tuo studio non è fatto solo di muri e riuniti, lo hanno plasmato i rapporti con centinaia di pazienti e tutto il valore e il talento che vi hai messo.

Lasciare questo a qualcun altro non è facile, è una decisione importante. Che sia l’affidarlo a tuo figlio/a o un giovane sostituto di certo non vuoi che vada perso questo valore, non solo economico, che hai costruito con sacrificio negli anni.

Statisticamente è probabile tu sia un sessantenne, il 46% dei titolari di uno studio odontoiatrico lo è, ed a questa età è opportuno iniziare a pensare a come delegare il futuro professionale dello studio. Nelle varie opzioni possibili: con un medico più giovane o con un figlio/a pronto ad affiancarti e sostituirti.

In ogni caso gestire questo passaggio generazionale è complesso.

Non vederlo solo come un problema: sorridi

Il mio post precedente, che ne iniziava l’analisi, ha avuto un boom di letture e di interesse, per cui evidentemente è argomento che coinvolge e, per alcuni, spaventa.

Non è un problema è due opportunità.

La prima, pratica, è nel mantenere o aumentare la produttività dello studio con linfa nuova, implementazione che ti assicura anche sul tuo futuro.

La seconda, forse ancora più importante, è che delegando la operatività di base puoi tornare a divertirti. O dedicando maggior tempo alla branca odontoiatrica o medica che prediligi o iniziando personalmente materie nuove che ti attirano.

Quanti ne conosco!, che hanno riscoperto il loro essere medici ed aperto l’interesse verso stimolanti novità: come l’estetica periorale, la posturologia, la medicina quantistica o quella alternativa.

Anch’io sto vivendo un’esperienza simile, ho fatto il dirigente d’azienda per trent’anni ed oggi mi dedico quasi completamente all’insegnare marketing alle DOM (Dental Office Manger) ed al coaching per gli odontoiatri –insegnare a correre da soli come imprenditori che operano con metodo- ovvero alle attività che più mi appassionano.

Sono bravo nel mio lavoro perché farlo mi piace tanto.

Dedicarmi al passaggio generazionale in uno studio investe appieno queste due “passioni”, in primis perché impostare un corretto marketing nello studio è indispensabile a garantirne non solo la sopravvivenza ma soprattutto il successo.

Specie se è un marketing etico che tiene sempre presente che al suo centro vi sono un medico ed un paziente.

Inoltre fare il coach, essere un partner forte al fianco di un giovane che vuole crescere è quello che, come padre e docente, ritengo sia fortemente a lui necessario nei difficili tempi nostri.

Nel caso tu voglia gestire un passaggio generazionale ti dico, con estrema franchezza: ti conviene farti dare un supporto. È un ambito in cui avere un esperto al tuo fianco è spesso indispensabile.

Sia nel tuo interesse, continuare a far vivere l’emozione dell’impresa che hai creato, sia in quello del tuo futuro sostituto, che deve gestire un cambiamento epocale nella libera professione odontoiatrica. Puoi farlo in vari modi, io posso proportene tre.

  1. Leggere “Marketing-per-iniziare-farlo” il mio libro, per condividere un modo di agire etico ed efficace (non è un manuale operativo, ma un approccio al marketing strategico)
  2. Partecipare ad un corso di marketing (assieme alla tua DOM o delegando solo lei se è già autonoma)
  3. Richiedere un consulto personalizzato, se è problema vicino nel tempo ed importante per te.

Un’emozione.

Il titolo e la foto del post derivano dal ricordo inconscio di “ti lascio una canzone” celebre brano di Gino Paoli, l’ho scelto per varie ragioni, conoscerle ti potrà essere utile.

Primo perché quando ho pensato a te che vuoi/devi lasciare lo studio ho avuto un attimo di melanconia, dispiace sempre il lasciare.

Poi perché, comunque, quello che Paoli lascia è un ricordo bello ed io, in tanti anni di frequentazione di medici ed odontoiatri, se ricordo una cosa è la passione per il proprio lavoro, che quasi sempre ho trovato come prima spinta motivazionale.

Vi è inoltre un altro legame tra Gino Paoli e il passaggio generazionale, una sua intervista in un Sanremo di tantissimi anni fa. In quell’occasione si era presentato anche un giovane e misconosciuto Vasco Rossi, all’esordio. Ebbene in quell’intervista il famosissimo Paoli disse “questo ragazzo sarà il Gino Paoli dei prossimi anni”. Anche se Vasco Rossi a Sanremo si era classificato ultimo o giù di lì, lui ne aveva capito il talento.

Anche tu devi scoprire e capire il talento, di chi ti sostituirà, ma ancora di più aiutare questo talento a manifestarsi appieno. Probabilmente in modi e forme dissimili dalle tue.

Questo aiutarlo a diventare il meglio di se però sarà di grande soddisfazione.

Se devi lasciare un’emozione scegli bene, non solo a chi ma soprattutto come lasciarla.

Contattami dunque, nel caso anche tu stia vivendo una situazione personale e lavorativa in cui il passaggio generazionale non è più solo un’ipotesi, ma inizia a diventare una realtà con cui confrontarsi.

Grazie per l’attenzione che mi hai dedicato, confido la lettura di questo post ti sia stata utile.

A presto

Gaetano

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