Probabilmente questo incipit lo sai continuare da solo, perché Peter Pan lo conosciamo tutti.

Come ottima storia, che per portarci verso l’isola che non c’è, usa la fantasia.

La fantasia però non è la realtà e quando dobbiamo raggiungere un luogo fisico o anche un obiettivo concreto abbiamo bisogno di informazioni precise: di una mappa, di un metodo. Anche nel marketing dello studio.

Un piano marketing unisce in se metodo e creatività.

Io credo fermamente che una delle componenti imprescindibili in un piano marketing sia la creatività, che però è cosa ben diversa dalla fantasia dei poeti e degli artisti.

Non solo basata sulle naturali capacità della persona, poeta ci nasci non lo diventi, ma che utilizza precise tecniche per stimolare idee ed azioni originali.

Perché una buona idea arriva a tutti, invece preparare uno schema originale, affidabile e funzionante è attività da professionisti, competenti.

Le linee guida di un piano marketing sono il risultato di una diagnosi, di un metodo operativo.

Mi cadono le braccia quando leggo paginate di belle parole, prive di diagnosi sul singolo caso e quelli che sono gli elementi indispensabili per la realizzazione di un piano operativo.

Mi cade molto di più delle braccia quando ascolto titolari di studio odontoiatrico che credono veramente si possa raddoppiare l’implantologia in un mese o triplicare il fatturato, senza fatica, in un anno.

Per delle promesse fantasiose di chi non presenta curriculum o competenza, ma frasi vuote tipo “se giri alla seconda stella a destra trovi clienti edentuli con le borse piene di euro ad aspettarti”.

Crescere è fatica e lo è ancora di più il crescere costantemente

Perché questo presume la creazione di solide fondamenta su cui crescere, tra cui l’indispensabile formazione del team.

Che non va fatta a caso, anche questa deve essere parte di un piano globale.

Ho creato uno schema basico su come si progetta un piano operativo, utile per capire le basi di un metodo certificato, un PDF che regalo a chi lo richiede. Abbastanza utile ad impostare piccoli obiettivi interni, molto utile a capire se le proposte di consulenza professionale sul marketing o management che arrivano sono basate sulla fantasia o sulla competenza.

Perché lo sai anche tu, capire il problema e come intervenire nel singolo caso è quasi più importante dell’intervento stesso.

POST SCRIPTUM IN SIMPATIA

Sto proponendo un corso sulla prima visita, che per me dovrebbero fare certamente il 60/70% delle DOM e/o segretarie di uno studio odontoiatrico che vuole avere un futuro.

Il 99% di loro mi risponde: “fantastico, mi sarebbe davvero utile, devo però chiedere al mio titolare”

(Quelle veramente brave sanno spiegare perché sia interesse basilare saper chiudere più preventivi e si iscrivono).

Sai invece qual è l’obiezione che più viene esposta quando IdeaDana, che l’organizza, presenta il programma del corso direttamente ad un titolare?

“non abbiamo grandi problemi nel gestire una buona prima visita”.

Poi rispondono di NO a tutte questa domande:

  • Hai un metodo scritto e codificato su come si fa una prima visita?
  • Sai con dati documentati quanti clienti nuovi hai ogni mese?
  • Hai un report che ti dimostri in percentuale e in euro quanti preventivi chiudi al mese e quanti ne perdi?

Con la mia usuale simpatia dopo i 3 NO rispondo:

Balle!

Ti stai illudendo e gettando via soldi, non sapendo come accontentare persone che hanno già fatto l’atto più importante: sono entrate nel tuo studio.

Perché se sbagli la prima visita, non sbagli tutto, ma di certo tanto.

Seconda stella a destra quello è il cammino e poi dritti fino al mattino.

Verso l’isola, quella che non c’è!

https://www.youtube.com/results?search_query=l%27isola+che+non+ce